CORONAVIRUS
Giuseppe Cotti sulla scuola: "Riaprire a settembre è l'unica soluzione immaginabile. A maggio no! Ma..."
Il capodicastero scuola di Locarno: "Sono d'accordo per l'apertura di una finestra per accompagnare al meglio gli allievi di quinta elementare verso le medie"
TiPress/Alessandro Crinari

LOCARNO – Nell’acceso di battito sull’ipotesi di riaprire le scuole l’11 giugno interviene su Facebook il municipale di Locarno Giuseppe Cotti. “La scuola, la nostra speranza, il presente e il nostro futuro. È vuota, ma è viva, più che mai. È nelle nostre case, distante ma vicina. La richiesta di mio figlio - "papà voglio tornare a scuola" -, la volontà di tanti figli è l'espressione più bella, che rende onore al lavoro di questa istituzione e di tanti docenti. Ma la risposta di padre e capodicastero è oggi per me una sola: a scuola ci torneremo, ma è ancora presto”.

 

Sì, è ancora presto, prosegue Cotti. “Anche la scuola deve prepararsi ad una normalità che non sarà più la stessa e l'orizzonte temporale di settembre è l'unico oggi immaginabile e percorribile. La prudenza è d'obbligo e la tutela della salute di tutti deve essere la priorità. Necessario è peraltro condividere con tutti gli attori le regole per un nuovo inizio. Accanto alla prudenza, resta tuttavia la responsabilità educativa. Per questo, condividendo le riflessioni della Direzione di Locarno, sono d'accordo per l'apertura di una finestra per accompagnare al meglio gli allievi di quinta elementare verso le medie. Con determinate modalità operative questa finestra può essere gestita nel rispetto della salute di tutti”.

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