CORONAVIRUS
Quadri: "Vaccini e tamponi a tappeto: in Ticino scenario desolante"
Il leghista all'attacco: "Il dubbio è che qualcuno brami solo di chiudere tutte le attività produttive e di finanziare le chiusure con i soldi degli altri, invece di cercare delle soluzioni per evitare un simile disastro"

di Lorenzo Quadri*

La situazione in Ticino sul fronte dello stramaledetto virus cinese è desolante; e non solo per il numero dei contagi. E’ desolante che non si sia voluta, e tutt’ora non si voglia, organizzare un’azione di tamponi rapidi a tappeto tra la popolazione per individuare i portatori asintomatici del covid. Né a livello svizzero, né a livello ticinese.

Per contro, i test rapidi a tappeto li hanno eseguiti altri Stati e, in Svizzera, il Canton Grigioni. Dai media si è appena appreso che l’operazione grigioNese abbia avuto esito molto positivo, avendo portato ad un importante calo dei contagi nelle zone dove è stata effettuata.

La Lega dei Ticinesi ha chiesto di eseguire dei test “di massa” sia a livello ticinese che nazionale. In Ticino si è sentita indirettamente rispondere dal medico cantonale che si tratterebbe di una pratica inutile e financo pericolosa. Peccato che l’esperienza grigionese dica l’esatto contrario. Mentre adesso i test rapidi cominciano a fare capolino nelle farmacie. Ma allora la Lega aveva ragione?

Altrettanto desolante la situazione sul fronte dei vaccini. Malgrado il Ticino sia il Cantone più colpito dalla pandemia, grazie anche alle frontiere sempre spalancate e senza alcun controllo, da noi le vaccinazioni cominceranno più tardi che altrove: solo il 4 gennaio. Quanto alle dosi, si parla di 10mila al mese. Poiché una vaccinazione comporta due dosi, ogni mese si potrebbero vaccinare al massimo 5 mila persone. Una miseria. Si dà, e giustamente, la priorità agli ospiti delle case per anziani, poi al personale sanitario. Ci sono però persone anziane e/o a rischio che vivono al proprio domicilio. Quanto dovranno aspettare?

A giustificazione del ritardo nell’inizio delle vaccinazioni in Ticino sono state addotte teorie grottesche. Ad esempio che si preferirebbe “informare”.

E’ colpa di Berna se in Ticino il vaccino arriverà in ritardo ed in quantità insufficienti? O è la burocrazia cantonale ad essere in colpevole Ritardo e, anche disponendo delle dosi di vaccino necessarie ad un’operazione su larga scala, non sarebbe pronta a gestirle, malgrado abbia avuto vari mesi di tempo per prepararsi? E quindi, alla fine, torna comodo che il Ticino sia fanalino di coda, quando la situazione sanitaria avrebbe imposto ben altro?

Niente tamponi a tappeto, vaccini ritardati e pochi: il dubbio è che qualcuno brami solo di chiudere tutte le attività produttive e di finanziare le chiusure con i soldi degli altri, invece di cercare delle soluzioni per evitare un simile scenario disastroso.

*Consigliere Nazionale Lega

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