SCUOLA E LAVORO
Il presidente di GLRT Poloni: "Una black list di chi paga salari cinesi"
Il presidente dei Giovani liberali radicali interviene sul nostro Manifesto per il lavoro in Ticino: "Anche la politica locale deve difendere l'occupazione"

MENDRISIO - Il nostro “manifesto” per il lavoro in Ticino sta suscitando interesse e reazioni anche tra esponenti politici. Il presidente dei Giovani liberali radicali ticinesi, Giovanni Poloni, ci ha scritto un contributo nel quale condivide le preoccupazioni che abbiamo espresso e formula la proposta di creare una black list di dominio pubblico delle imprese che sfruttano il lavoro a basso costo, in modo da tutelare le aziende virtuose e da scoraggiare chi in Ticino paga “salari cinesi”. Questo il contributo di Poloni. 

“Come Presidente di un movimento politico Giovanile non posso che essere preoccupato per la situazione socioeconomica cantonale. Abbiamo più di 1'500 disoccupati cronici (iscritti da oltre un anno agli URC). Solo a Mendrisio, uno dei poli che ha avuto un maggior sviluppo negli ultimi anni, contiamo oltre 250 disoccupati.

Nel corso della passata legislatura il gruppo PLR ha proposto al Municipio la creazione di uno sportello lavoro per i giovani in difficoltà nel trovare un posto di lavoro. La risposta è sorprendentemente stata negativa.

Con la nostra proposta non si volevano creare inutili doppioni e costi, ma stimolare l'ente pubblico locale a fare tutto ciò che è nelle sue competenze per ridare un orizzonte di speranza. Un tempo i giovani a Mendrisio trovavano un lavoro part-time anche nel famoso outlet: oggi ciò è diventato quasi impossibile data la concorrenza con la manodopera frontaliera.

Ma il politico locale non può assolutamente dimenticare anche chi di anni ne ha 50 e il posto di lavoro l'ha perso, e con esso la sua dignità. In questa situazione difficile, non ci vuole meno mercato, ci vuole più mercato inteso nel senso della trasparenza: le imprese che vengono colte in flagrante, con paghe totalmente inaccettabili moralmente, devono essere denunciate pubblicamente e inserite in una black list di dominio pubblico. In tal modo le imprese oneste si sentiranno tutelate dalla concorrenza opaca e sleale e il consumatore potrà scegliere in modo consapevole. A favore del proprio territorio e del vicino di casa. Finalmente”.

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