Una sorta di museo delle professioni e dell’orientamento che potrà costituire un ulteriore e importante strumento a disposizione dei collocatori e delle collocatrici, dei giovani e delle famiglie, che potranno così informarsi costantemente sulle 130 professioni che si possono imparare nelle nostre scuole: dal meccatronico al muratore, dall’operatore sociosanitario all’informatico, passando per l’impiegato di commercio. Anche perché un percorso formativo nel ramo professionale permette interessanti prospettive di carriera: è per esempio possibile iniziare l’apprendistato come disegnatore, per poi accedere – con la maturità professionale – alla scuola universitaria professionale e diventare ingegnere, se non addirittura proseguire gli studi al politecnico. Oppure, per fare un esempio nella direzione opposta, dopo il Liceo ci si può indirizzare verso una scuola specializzata superiore per diventare, infine, infermiere. Strade, queste, purtroppo a volte sconosciute a giovani e famiglie, se non addirittura da loro snobbate, secondo l’approccio «liceo al primo posto, scuole professionali a tempo pieno e poi, come ultima spiaggia, il tirocinio»: un approccio sbagliato che la Cité des Métiers potrebbe, insieme ad altri accorgimenti, combattere, permettendo di sfruttare ancora di più e in tutte le sue sfaccettature il sistema formativo svizzero, studiato e invidiato da tutto il mondo ma non sempre conosciuto e apprezzato in casa propria.