TREKKING
Una terrazza tra cielo e lago... Sul Pizzo Leone: da una parte l'azzurra distesa del Verbano, dall'altra i boschi delle Centovalli, le cime della Valle Vigezzo e, sullo sfondo, la creste innevate del Rosa e della sua catena vallesana
Prosegue il viaggio di liberatv alla scoperta di alcuni tra i più bei luoghi delle nostre montagne. Questa volta siamo sulla vetta che si erge sui monti tra Brissago e Ronco Sopra Ascona
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La tundra alpina dove vivono gli stambecchi. Tra pietraie, torrenti, torbiere, nevai e prati fioriti: il paesaggio lunare della Greina, un altopiano aspro e selvaggio tra Ticino e Grigioni. E sul cammino si incontra il maestoso Arco

06 AGOSTO 2016
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La tundra alpina dove vivono gli stambecchi. Tra pietraie, torrenti, torbiere, nevai e prati fioriti: il paesaggio lunare della Greina, un altopiano aspro e selvaggio tra Ticino e Grigioni. E sul cammino si incontra il maestoso Arco

06 AGOSTO 2016
RONCO SOPRA ASCONA – Quello che si gode dal Pizzo Leone, sui monti tra Brissago e Ronco sopra Ascona, è senza dubbio uno dei panorami più spettacolari sul lago Maggiore. Ma una volta giunti sulla vetta, si apre sul versante opposto della montagna uno scenario che spazia dalle Centovalli alla Valle Vigezzo, con sullo sfondo l’imponente massiccio del Monte Rosa. E parallele al lago si vedono, verso sud, le cime frastagliate del Gridone. Il naturalista Luigi Lavizzari scriveva infatti che il Pizzo Leone è "l'austera sentinella dell'eccelso Gridone".

È un’escursione non troppo impegnativa, che si può portare a termine in circa tre ore e mezza tra salita e discesa, con un dislivello di poco più di 500 metri.

Si sale in auto seguendo la strada per i monti di Ronco, che parte dal nucleo di Gruppaldo, e si posteggia dopo il nucleo di Porera, dove la strada è sbarrata da un cancello.

Il sentiero, che porta al Pizzo Leone (1659 metri) parte dalla chiesetta di Pozzuolo (1181 metri), nella prima parte si snoda in parte nel bosco e poi attraversa prati e pascoli. Raggiunta l’alpe di Naccio (1395 metri) si sale fino a un belvedere sul quale sorge una croce e da lì partono due sentieri, uno a mezza montagna e uno verticale che segue la cresta. Meglio seguire quest’ultimo. Sul pizzo c’è una croce e un libro dove si può scrivere un pensiero.

I boschi sottostanti il pizzo furono distrutti nel 1997 da un devastante incendio, per ricordare il quale è stata eretta alla partenza del sentiero una statua di legno che raffigura Pinocchio. Oggi le cicatrici di quel rogo sono praticamente scomparse, curate dal tempo e da un’accurata opera di rimboschimento.

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