CRONACA
Scandalo Swiss ad Agno: in meno di due mesi cancellati 53 voli su Ginevra e 22 su Zurigo. I passeggeri ticinesi "ostaggi" di austriaci e tedeschi. E da Città e Cantone... silenzio
E viene alla luce una procedura di atterraggio a rischio che l'UFAC ha recentemente vietato alla Tirolian che opera per Swiss

di Marco Bazzi

Scandaloso e inaccettabile! Dietro le proteste sporadiche di alcuni passeggeri rimasti a terra nelle ultime settimane a causa dell’immotivata cancellazione di voli da e per l’aeroporto di Lugano-Agno (leggi qui), ci sono dati che fanno rabbrividire.

Solo dal 1° dicembre al 19 gennaio scorsi, dunque in circa sette settimane, Swiss ha cancellato  53 voli da e per Ginevra (il 23% dei voli totali) e 22 sulla tratta Lugano-Zurigo e ritorno (il 5% dei voli totali).

Delle due cose l’una: o Swiss vola con delle “carrette” che si rompono un giorno sì e uno no, o l’ex compagnia di bandiera (che “opera” da Agno con due velivoli della compagna austriaca Tirolian) se ne frega bellamente dei diritti dei passeggeri, delle loro coincidenze, dei loro appuntamenti di lavoro e quant’altro. Perché con l’inverno di quest’anno, senza neve e con un sole che nemmeno in estate…, non si può accampare la scusa delle condizioni meteo proibitive.

Va ricordato che chi, per amor di patria, oggi sceglie di volare con Swiss paga il biglietto alla tedesca Lufthansa, proprietaria al 100% della compagnia. Compagnia che i contribuenti svizzeri hanno finanziato con due miliardi di franchi a fondo perso dopo il “grounding” di Swissair del 2001. Così, tanto per mettere le cose in chiaro e rinfrescare la memoria.

Ora, da circa un anno e mezzo la tedesca Swiss sta facendo una concorrenza spietata alla compagnia ticinese Darwin Airline. Per la precisione, da quando nel capitale di quest’ultima sono entrati con una quota di minoranza gli arabi della Etihad.

Il motivo è molto semplice: Swiss vuole garantirsi un ponte tra il Ticino e Zurigo, meta che molti passeggeri che fanno capo ad Agno scelgono per prendere voli continentali o intercontinentali. È chiaramente questo il mercato che interessa a Swiss, che fa capo a Francoforte, uno dei principali “hub” europei.

Mentre la scelta di Swiss di operare anche voli su Ginevra (tratta decisamente meno interessante e redditizia) sembra una semplice mossa strategica per indebolire Darwin. Perché Swiss può permettersi di perdere qualche milione all’anno volando da Agno, ma Darwin no. È quel che in guerra si dice “prendere per fame”.

A questo punto ci si attende che la Città di Lugano e il Cantone facciano sentire la propria voce. E che lo stesso faccia l’Aspasi, l’Associazione dei passeggeri della Svizzera italiana. O il partner Swiss torna ad essere affidabile e a rispettare i diritti dei passeggeri o fa il piacere di andarsene da Lugano.

Un nota, per chiudere, su un aspetto tecnico finora mai emerso ma molto grave: fino a circa un mese fa, in caso di condizioni meteorologiche critiche, la Tirolian effettuava una procedura di atterraggio strumentale su Agno che si può senza dubbio definire rischiosa.
Se così non fosse, le autorità austriache non sarebbero intervenute revocando alla compagnia l’autorizzazione a compiere quelle manovre, che si distanziavano dalle procedure standard, certificate da Berna per Agno sulla base dei criteri di sicurezza.

L’intervento del servizio aeronautico austriaco è arrivato su richiesta dell’Ufficio federale dell’aviazione civile, dopo che, qualche mese fa, Darwin ha chiesto l’autorizzazione a utilizzare quella stessa procedura di atterraggio. Ben sapendo che l’UFAC avrebbe risposto di no. Si poneva evidentemente un problema di parità di trattamento: o quella procedura non comportava rischi, e poteva adottarla anche Darwin, o li comportava, e allora andava vietata.

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