Diversi automobilisti rimasti bloccati sull'A2 accusano la polizia per la gestione del incidente avvenuto tra Bellinzona e Biasca

Martedì 9 ottobre. Autostrada A2 direzione nord. Sono le 18.15 circa dalle parti di Osogna. Tra gli automobilisti c’è anche chi ha deciso di andare a vedere la partita Ambrì-Berna. Ma non solo. Ci sono i bisonti della strada che come sempre popolano l’asse autostradale. Uno di questi, con targhe bernesi, a un certo punto centra in pieno uno spartitraffico provvisorio in prossimità di un cantiere. La carrozzeria del camion si fa lamiera in un attimo.
Un botto tremendo. Nessun ferito. Il camion con rimorchio finisce di traverso occupando la corsia di emergenza. Litri e litri di olio lasciano il motore per posarsi dispettosamente sull’asfalto. Il danno è notevole e nell’aria si sentono già i primi scongiuri degli automobilisti pervasi in un lampo dalla sensazione che sarà una serata lunga. Molto lunga.
Sul posto si precipitano i pompieri e la polizia cantonale. I primi si occupano di evitare l’inquinamento. Gli agenti prendono in mano il coordinamento dell’intervento. Il lavoro da fare è parecchio: garantire la sicurezza, mettere in atto le operazioni di sgombero del camion, oltre ad eseguire i primi rilievi per stabilire cosa è successo.
Ma i minuiti passano. La colonna di auto ferme aumenta di pari passo con la rabbia di chi ormai sta contando le ore di immobilità. Alla fine si fanno le 22.30. Chi voleva andare a vedere l’Ambrì la partita se l’è ascoltata alla radio. Per chi dell’hockey non gli frega nulla rimane solo la rabbia. La notte per molti automobilisti non è servita a calmare gli animi. Anzi. Oggi le lamentele all’indirizzo della polizia cantonale non sono mancate.
“Effettivamente abbiamo ricevuto parecchie sollecitazioni da parte degli automobilisti” ammette il portavoce della polizia Renato Pizzoli che aggiunge “capisco il fastidio causato dai disagi, ma è necessario fare alcune premesse”.
Ovvero?
“L'autostrada andava chiusa per permettere la messa in sicurezza del luogo dell’incidente. Inoltre quella che possiamo fare oggi è una valutazione a caldo”.
In molti si chiedono però se era inevitabile rimanere incolonnati per ore.
"La colonna zero non esiste. L’intervento di ieri sera era particolarmente difficile perché spostare dal campo stradale un camion di quelle dimensioni è tutt’altro che facile. Tuttavia le valutazioni devono essere fatte serenamente".
Cosa fate in questi casi di preciso?
"Come in tutti i casi simili a quello di ieri, procediamo a un’analisi approfondita con chi è stato coinvolto nell’intervento. Siamo i primi a porci delle domande. Si poteva aprire il cancello prima per smaltire la colonna? Dove bisogna intervenire per evitare il più possibile che si ripetano situazioni simili? Una cosa però la posso garantire. I nostri uomini, che hanno il compito di coordinare l’intervento, agiscono sempre con cognizione di causa. Il compito degli agenti non è facile perché sono molti i fattori da tenere in considerazione”.
Tra le lamentele più ricorrenti ci sono quelle che riguardano le informazioni che vengono fornite. Soprattutto quelle attraverso i cartelli luminosi e info strada. Ieri sera in molti hanno lamentato il fatto che ricevere notizie ogni mezz’ora via radio – quando va bene – non è abbastanza.
"Anche questo è un ambito nel quale si può migliorare, in collaborazione con tutti i partner coinvolti. Comunque ripeto: posso capire la rabbia degli automobilisti. Ed è per questo che le soluzioni operative per migliorare in futuro vanno prese subito".
IC