Attorno alla definizione di sciopero si accende la polemica tra VPOD e OCST. Ma alla fine cosa succederà i 5 dicembre: sciopero o cos'altro?

LUGANO - Ma il 5 dicembre prossimo quello dei dipendenti pubblici sarà uno sciopero oppure no? La questione è di fondo perché proprio attorno alla parola sciopero le scintille non mancano mai.
Lo sciopero e la sua declinazione elvetica
In un paese come la Svizzera, dove gli scioperi sono un evento raro, il dibattito sull'interpretazione del termine sciopero si rinvigorisce ogni vota che le organizzazioni sindacali provano proclamarlo. Se negli altri paesi europei lo è uno strumento al quale si ricorre con più facilità, perché riconosciuto come diritto dei lavoratori in caso di conflitti con la controparte, in Svizzera ci sono elementi che rendono il ricorso allo sciopero qualcosa leggermente più macchinoso.
Primo fra tutti il principio tutto elvetico della "pace del lavoro". Un concetto che risale agli anni Trenta del secolo scorso frutto di una sorta di compromesso tra padronato e sindacati (all'epoca era quello dei metalmeccanici) secondo il quale le parti si impegnano a mantenere appunto la pace del lavoro. Per alcuni si tratta di un paradosso perché laddove c'è lavoro, inteso come rapporto padronato-salariati, è difficile escludere il conflitto come elemento naturale di tale rapporto. Per altri la pace del lavoro è uno dei segreti della nostra stabilità e ricchezza. Sia come sia quel patto datori di lavoro-sindacati è diventato universale, una legge che vale per tutti tanto da essere il perno dell'articolo 20 della Costituzione federale.
Dipendenti pubblici, il dilemma: sciopero o non sciopero?
Tornando ai giorni nostri, quello della manifestazione del 5 dicembre è un classico caso in cui la definizione di sciopero crea alcuni problemi di interpretazione. Non è infatti raro sentire al posto della parola sciopero, definizioni come "agitazione", "pause prolungate", "azioni di protesta", "sciopero dello zelo". Tutte definizioni che fanno intendere anche l'astensione dal lavoro ma senza evocarla esplicitamente.
Ieri, riferendo della presa di posizione dell'OCST che invita i suoi aderenti a partecipare alla manifestazione del 5 dicembre, abbiamo titolato "Scioperano tutti". Titolo che abbiamo corretto dopo che dall'OCST ci hanno fatto notare che la parola sciopero non era scritta da nessuna parte nel loro comunicato. Ammettiamo di aver interpretato. Ma lo abbiamo fatto in buona fede. Invitare infatti tutti i dipendenti pubblici a una manifestazione che si tiene alle 15 di pomeriggio per molti lavoratori pensavamo equivalesse a invitare a un'astensione dal lavoro e quindi allo sciopero.
Le polemiche VPOD-OCST
Oggi, in un comunicato stampa, il sindacato VPOD (l'unico che effettivamente ha ufficialmente chiamato allo sciopero) fornisce i suo punto di vista con punte di polemica nei confronti dei coleghi sindacalisti dell'OCST.
"Di fronte a fantasiose dichiarazioni apparse recentemente il Sindacato VPOD ribadisce alcuni dati di fatto che riguardano lo sciopero cantonale del 5 dicembre del settore pubblico e parapubblico- si legge ne comunicato - 1. Il Sindacato VPOD e i suoi vari organi (comitato di regione e assemblee dei docenti, degli statali, del personale OSC e dei dipendenti degli enti sociosanitari sussidiati) hanno indetto uno sciopero il prossimo 5 dicembre, che prevede una variante minima (il pomeriggio, per partecipare alla manifestazione delle 15.00 a Bellinzona) e massima (tutta la giornata), a seconda della scelta delle sedi scolastiche e degli uffici. Non esistono altre forme di attuazione di questa giornata, quindi è un falso utilizzare il termine di manifestazione o azioni di protesta, per indicare quanto avviene il 5 dicembre, come fatto dall’OCST, perché lascia intendere che il tutto avverrebbe fuori dal tempo di lavoro"
"(...) La risoluzione 6503 del Governo sullo sciopero indetto dal Sindacato VPOD riconosce il fallimento delle trattative tra Sindacati e Consiglio di Stato in merito ai due tagli, fallimento sancito già il 19 settembre: contrariamente a quanto va sostenendo l’OCST, nessuna trattativa è più in corso e quindi lo sciopero è l’ultima arma che i dipendenti hanno per farsi valere. Pertanto lo sciopero è legale ed è un diritto dei dipendenti" e poi ancora "Non esiste lo sciopero spontaneo dei docenti o degli impiegati, che si può sostenere dall’esterno, come OCST ha affermato. I docenti e gli impiegati hanno possibilità di scioperare legalmente il 5 dicembre, unicamente perché il Sindacato VPOD, organizzazione sindacale del personale pubblico riconosciuta dal Consiglio di Stato, ha dichiarato la tenuta dello sciopero in quella data".
Non resta che vedere l'effetto che sortirà la manifestazione-sciopero del 5 dicembre. Non tanto in piazza ma negli uffici, nelle scuole e in generale in tutti i luoghi dove secondo le tradizioni rossocrociate dovrebbe esserci lavoro e pace.
IC