Gli imprenditori svizzeri dovranno essere garanti dei salari e delle condizioni di lavoro praticate da tutti i loro subappaltatori

BERNA - Gli imprenditori svizzeri dovranno essere garanti dei salari e delle condizioni di lavoro praticate da tutti i loro subappaltatori. Lo ha deciso all'unanimità il Consiglio degli Stati che si è così allineato al Nazionale, affrontando la modifica della Legge sulle misure accompagnatorie agli accordi di libera circolazione. Le disposizioni attuali prevedono la limitazione di questa responsabilità ai soli subappaltatori diretti.
I "senatori" hanno inoltre accolto tacitamente una proposta della Camera del popolo che impone una valutazione della responsabilità solidale dopo cinque anni da parte del governo. Gli Stati hanno pure voluto evitare esplicitamente l'applicazione retroattiva delle nuove norme. Dopo l'eliminazione di queste due ultime divergenze, il testo non dovrebbe più incontrare ostacoli alle votazioni finali previste venerdì.
In sostanza, il padronato svizzero dovrà rispondere solidalmente per tutti gli imprenditori e subappaltatori che si succedono in una catena contrattuale. Se l'imprenditore potrà dimostrare di aver agito correttamente potrà tuttavia essere esonerato da ogni responsabilità.
La nuove disposizioni si applicheranno unicamente nell'edilizia, nel genio civile e nei rami accessori dell'edilizia. I fautori della responsabilità solidale hanno infatti accettato, a mo' di compromesso, di limitare il campo d'applicazione della legge nei settori dove il dumping salariale è più evidente.
In base alle nuove disposizioni, le autorità dovranno prima aprire un fascicolo contro il subappaltatore colpevole di dumping. Solo se non sarà possibile sanzionarlo ci si potrà rivolgere contro l'imprenditore che ha ottenuto l'appalto.
Per le due Camere, la responsabilità solidale - che già esiste in sette altri Paesi europei - è il modo migliore per combattere efficacemente il massiccio dumping salariale praticato sui cantieri.
ATS