Alle indagini per assicurare alla giustizia gli assassini del ticinese si è unito anche un professionista specializzato nella ricerca dei criminali

NEW YORK- Continuano senza sosta le indagini per assicurare alla giustizia i killer che, giovedì scorso a Brooklyn, hanno assassinato il ticinese Ivan Giovenettina, da oltre 20 anni residente negli Stati Uniti.
Ma non c’è solo la polizia sulle tracce dei malviventi. Alle ricerce, come scrive il Corriere del Ticino, si è infatti unito anche un cacciatore di taglie. Un professionista amico della vittima che si sta impegnando per assicurare gli assassini alla giustizia.
La figura del cacciatore di taglie, il così detto bounty hunter, non esiste alle nostre latitudini ma negli Stati Uniti è un lavoro a tutti gli effetti, regolamentato dalle leggi. Secondo wikipedia sono circa 14.000 e la maggior parte lavorano per le 20 Bond Corporation esistenti sul territorio statunitense.
Due i compiti svolti dai cacciatori: dare la caccia ai ricercati per ottenere un compenso oppure sorvegliare le persone a cui le loro agenzie, a fronte di pegni e forti interessi, pagano le cauzioni (esclusi assassini, pericoli per la società e stranieri). Quando qualcuno di questi scappa senza pagare la somma anticipatagli, i cacciatori si mettono in azione, con il permesso di arrestare gli inquisiti facendo ricorso ad ogni mezzo disponibile. Il loro guadagno è il 10% della cauzione.
Intanto si stringe il cerchio delle indagini: secondo gli inquirenti gli assassini di Giovanettina sarebbero due afroamericani. Sono stati registrati da una telecamera e sarebbero stati visti allontanarsi in tutta fretta dal luogo dell’omicidio.