CRONACA
AITI: "Incentivo per i frontalieri". Unia: "È solo un primo passo"
L'associazione padronale inoltrerà ricorso, il sindacato auspica che tutto il settore sia toccato dalla decisione

LUGANO - Botta e risposta tra l'Associazione delle Industrie Ticinesi (AITI) e il sindacato UNIA che commentano da due punti diametralmente opposti la decisione del Consiglio di Stato di dare seguito alle indicazioni della Commissione tripartita di introdurre in due rami industriali e nei piccoli negozi un contratto normale di lavoro con minimi salariali di 3'000 franchi. 

"È una decisione che non ci sorprende" commenta il direttore di AITI Stefano Modenini che aggiunge: "Probabilmente il Governo non se l'è sentita di contraddire i suoi funzionari che fanno parte della commissione".

Modenini (AITI): "Decisione sbagliata, inoltriamo ricorso". Lepori (UNIA): "Primo passo verso regole per tutto il settore"

Stefano Modenini sostiene che "quella del Governo è una decisione sbagliata che non tiene conto delle indicazioni e la prassi vigenti in questi casi (emanate pure dalla SECO). Il problema è che non c'è pronunciamento giuridico, ma ora con il ricorso che inoltreremo il Tribunale federale potrà fare chiarezza". 

Per il segretario cantonale di UNIA Rolando Lepori quella del Governo è "una decisione che auspicavamo e va nella giusta direzione, perché nei settori dove verrà introdotto è stato riscontrato un dumping pari al 30% di differenza sui salari. Per quanto ci riguarda non è finita qui. Ora auspichiamo che le aziende si siedano a un tavolo per discutere delle condizioni in tutto il settore".

 

Modenini (AITI): "Il Governo ha fatto un favore ai frontalieri, non al Ticino". Lepori (UNIA): "Con l'aumento dei salari minimi anche i residenti possono lavorare nell'industria"

Oltre che discutibile dal punto di vista formale, secondo il direttore dell'AITI la decisione del Governo "rende più appetibile il mercato del lavoro ai frontalieri. Inoltre perché mai le aziende dovrebbero essere interessate ad insediarsi in Ticino, che già non è attrattivo dal punto di vista fiscale, dove lo Stato impone anche i salari?".

"Se le aziende che vogliono insediarsi da noi sono come nel settore manufatturiero dove girano salari da 1'800 franchi al mese, allora che stiano pure a casa loro. Introdurre salari minimi evita la speculazione e farebbe accettare anche ai residenti un posto di lavoro nell'industria, oltre a portare a un livello accettabile la retribuzione dei frontalieri che - per inciso - non lo rubano il salario" ribatte il segretario di UNIA che aggiunge: "Dal punto di vista fiscale non mi sembra che il Ticino non sia concorrenziale con il fisco italiano, paese che vanta una delle pressioni fiscali più elevate. Con regole chiare contro il dumping il Ticino diventa attrattivo per le aziende che creano vaore aggiunto e non per quelle che speculano". 

 

Modenini (AITI): "Un contratto normale di lavoro non dà al sindacato delle entrate sicure". Lepori (UNIA): "Si vede che Modenini non è mai stato iscritto al sindacato"

Il direttore di AITI Stefano Modenini poi punzecchia i sindacati. "Capisco che loro puntino a un contratto colettivo così potrebbero incassare qualcosa. Con un contratto normale di lavoro non è possibile". Pronta la risposta del sindacalista Lepori: "Evidentemente Modenini non è mai stato iscritto a un sindacato se no saprebbe che noi viviamo con le quote che pagano i nostri associati, indipendentemnte dai contratti collettivi".

 

OCST: "Decisione che dà credibilità alle misure di accompagnamento"

Nel pomeriggio in un comunicato stampa anche il sindacato OCST esprime soddisfazione. "È una decisione che conferisce credibiità alle misure di accompagnamento e all'operato della Commissione tripartita" scrive l'OCST che invita AITI a non ricorrere contro la decisione per non ostacolare la lotta contro gli abusi. "La soddisfazione è tuttavia solo parziale - si egge nel comunicato - perché a loro adozione palesa l'impossibilità di regolare le condizioni con lo strumento più efficace e completo del contratto collettivo (...) È incogruente lamentarsi che le autorità decretino dall'alto salari minimi quando manca la volontà di discutere con la parte sindacale". 

 

ItaCa

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