I giocatori hanno preso in considerazione l'ipotesi di non scendere in campo giovedì contro l'Aarau se non ci saranno garanzie sugli stipendi

BELLINZONA - Va bene la professionalità, mettiamoci pure l'attaccamento alla maglia e l'orgoglio per versare fino all'ultima goccia di sudore, ma anche i calciatori sono lavoratori. E come tali, se il datore di lavoro per mesi cerca di tenerli tranquilli con generiche rassicurazioni davanti a un futuro incerto e soprattutto di fronte alla prospettiva di non percepire il salario, hanno il diritto di intraprendere tutte le misure per difendere i propri diritti, sciopero compreso.
È questo il caso dei ragazzi di Martin Andermat che, come anticipato da Fuorigioco News, si sono rivolti all'Associazione svizzera dei calciatori per tutelarsi. Sfumata ogni possibilità di sperare in una promozione in Super League sul campo, le preoccupazioni per i giocatori granata non riguardano più come affrontare gli avversari, ma come percepire gli stipendi che mancano all'appello, come evitare lo sfratto dagli appartamenti e altri problemi molto concreti che c'entrano con la vita di tutti i giorni più che con l'agonismo sportivo.
Tutti i giocatori dell'ACB hanno firmato la lettera che chiede all'avvocato zurighese Lucien Valloni, presidente della Swiss association of football players, di rappresentarli per chiedere gli stipendi di maggio, giugno e il pagamento dei premi. Non sono quindi servite a nulla le ennesime rassicurazioni del presidente Giulini in occasione dell'ultima partita dei granata. Quindi giovedì contro l'Aarau potrebbe andare in scena lo sciopero dei giocatori, che sono anche lavoratori.