CRONACA
Ticino, poche nascite e troppi morti: crolla l'indice naturale. È il peggiore dal 1969
Aumentano leggermente i matrimoni e calano i divorzi. Record assoluto negativo per la natalità. I genitori sposati fanno sempre meno figli

BELLINZONA - Nel 2012, il saldo naturale ticinese ha segno negativo e si attesta a -159 persone. Un risultato che rende conto di un anno particolarmente avaro di nascite (2.839) e generoso di decessi (2.998). Il saldo naturale positivo della componente straniera della popolazione (+208 persone) attenua lievemente la negatività del bilancio complessivo tra nascite e decessi. Infatti, nel 2012 la componente svizzera registra il saldo naturale più basso mai osservato dal 1969, e pari a -367 persone. I matrimoni aumentano leggermente e raggiungono le 1.640 celebrazioni, alle quali si sommano i 18 casi di unioni domestiche registrate, mentre i divorzi diminuiscono rispetto allo scorso anno e si fissano a 704 casi. È questo il riassunto dell'interessante studio dell'iufficio di statistica cantonale. Ora, vediamo nel dettaglio, i numeri delle varie componenti analizzate dall'indagine.

Nascite

Il 2012, con 2.839 lieti eventi, segna una flessione del numero annuo di nascite in Ticino dopo un periodo di quattro anni nel quale se ne contavano più di 2.900. Impossibile però al momento valutare se stiamo osservando l’inizio di una nuova fase di stagnazione del fenomeno, che si ripropone ciclicamente, oppure se si tratta di un caso isolato che verrà smentito dal dato del prossimo anno. Rapportato alla popolazione cantonale, il dato del 2012 indica che la natalità è pari a 8,37 nascite ogni 1.000 persone residenti, il valore più basso mai registrato. Questo dato evidenzia come, all’aumentare della popolazione residente permanente (circa +14% in 20 anni), non abbia corrisposto un analogo aumento delle nascite, che sono invece rimaste piuttosto stabilmente intorno ai 2.900 casi annui. Un altro record assoluto offerto dai dati del 2012 è quello della quota di bambini nati da genitori sposati, che subisce una nuova diminuzione e raggiunge il 76,7%, fissando il nuovo minimo storico (nel 1969 il dato ammontava al 96,1%). Questo fenomeno è dovuto anzitutto all’aumento della proporzione di madri nubili (il 19,9% delle neo madri nel 2012, +16,3 punti percentuali rispetto al 3,6% del 1969), e solo secondariamente alle madri vedove o divorziate (il 3,4% nel 2012, +3,1 punti percentuali rispetto allo 0,3 del 1969). L’età media delle madri alla nascita del primo figlio è di 31,6 anni, con le madri di nazionalità svizzera che attendono un po’ più a lungo rispetto alle madri straniere (32,1 anni rispettivamente 31,0 anni) per avere il primo figlio. Nel corso degli anni l’età media è aumentata con ritmi differenti a seconda della nazionalità: complessivamente l’aumento dal 1969 ad oggi è stato di +5,8 anni, con le mamme svizzere leggermente sopra la media (+6,1 anni) e le mamme straniere leggermente al di sotto (+5,5 anni). Per avere un’ulteriore idea del cambiamento che vi è stato, basti pensare che nel 1969 la quota di madri che partorivano il primo figlio prima dei 30 anni era dell’81,6%, mentre oggi questa percentuale è solamente del 34,6%.

Decessi

Nel 2012 sono decedute 2.998 persone, 101 in più rispetto al 2011, portando il tasso di mortalità ad 8,8 decessi ogni 1.000 abitanti. La quota di donne è del 54,5% (+ 2,5 punti percentuali rispetto al 2011), mentre la percentuale di stranieri è del 18,7%, un valore in leggero aumento negli ultimi anni (+ 0,7 punti percentuali rispetto al 2011). La distribuzione dei decessi secondo l’età evidenzia un significativo cambiamento rispetto a quanto avveniva in passato. Oggi la maggior parte dei decessi (il 60,5%) concerne persone che hanno superato la soglia degli 80 anni, il 19,3% persone tra i 70 ed i 79 anni, un altro 11,6% persone tra i 60 ed i 69 anni ed il restante 8,6% persone con meno di 60 anni. Nel 1969 questa ripartizione era notevolmente differente. La quota di ultraottantenni era del 30,6%, quella dei 70-79enni del 27,2%, quella dei 60- 69enni del 21,5% ed infine quella dei minori di 60 anni del 20,8%.

Saldo naturale

La differenza tra le nascite e i decessi del 2012 restituisce un saldo naturale di -159 persone. Questo valore informa sulla crescita naturale della popolazione e può assumere valori positivi o negativi, come in questo caso, poiché risulta dalla combinazione di un numero particolarmente elevato di decessi con uno particolarmente basso di nascite. Più in generale il valore del saldo naturale non è ricollegabile ad una sola causa, ma è il risultato di più circostanze congiunturali (come lo stato di salute e socioeconomico di una popolazione) e strutturali (la struttura per età della popolazione): saldi come quello del 2012 non devono quindi sorprendere in una popolazione con un numero di anziani elevato ed un numero ridotto di giovani come quella ticinese. Il contributo della componente straniera continua inoltre ad essere determinante. Il suo saldo naturale (+208 persone) – pur non compensando la deficitaria differenza tra nascite e decessi della popolazione di nazionalità svizzera, nelle cifre rosse fin dal 1972 (nel 2012 il dato è pari a -367 unità, il più basso registrato dal 1969 ad oggi) – ne attenua gli effetti particolarmente negativi.

Matrimoni

Nel 2012 sono convolate a nozze 1.640 coppie, 42 in più rispetto al 2011, ma non sufficienti ad eguagliare il numero record di unioni del 2010 (pari a 1.681 matrimoni). Nel corso degli anni la tipologia di coppie che si uniscono in matrimonio è andata trasformandosi. Se nel 1969 una maggioranza consistente delle coppie (l’86,8%) era alla prima esperienza matrimoniale, oggi questa percentuale è scesa al 66,5%. Nel frattempo sempre più persone si risposano. Le coppie dove il marito è già stato sposato sono il 24,6%, quelle dove lo è stata la moglie il 20,6%. Complessivamente le coppie dove entrambi i coniugi hanno un’esperienza matrimoniale alle spalle sono il 10,2%. Nel 2012 i matrimoni misti, nei quali quindi uno dei due coniugi è straniero, sono numericamente equivalenti a quelli celebrati tra due persone di nazionalità svizzera (la differenza è di nove unità a favore dei matrimoni misti). Le rispettive quote sono del 43,8% e del 43,2%, mentre il restante 13,3% è costituito da matrimoni tra persone di nazionalità straniera. Tra i matrimoni misti, le coppie dove è l’uomo ad essere svizzero sono – nel 2012 come per il passato – più numerose di quelle dove è invece la donna ad avere il passaporto rossocrociato (23,6% rispettivamente 20,2%). Sostanzialmente stabile è l’età media al primo matrimonio: 33,9 anni per gli uomini (+0,1 anni rispetto al 2011), 31,2 anni per le donne (-0,1 anni rispetto al 2011). Delle variazioni marginali se confrontate a quelle ben più importanti registrate dal 1969 ad oggi. A quel tempo gli uomini si sposavano a 27,9 anni e le donne a 25,8 anni, ossia rispettivamente 6 e 5,4 anni prima. Vi sono poi i dati riguardanti la formazione di unioni domestiche registrate: nel 2012 le nuove coppie sono state 18, 13 di sesso maschile e 5 di sesso femminile. Segnaliamo infine la forte attrattiva che conservano alcune date per il giorno del matrimonio: come per il 2011 ed il 2009, anni nei quali l’11 novembre e il 9 settembre sono stati i giorni con il più alto numero di matrimoni, nel 2012 il 12 dicembre ha fatto segnare un numero superiore alla media di celebrazioni3 . I mesi più gettonati per sposarsi rimangono però maggio, giugno e settembre, con rispettivamente il 12,3%, il 14,9 ed il 12,6% dei matrimoni.

Divorzi

Nel 2012 i divorzi sono stati 704. Questo dato, a seguito di un cambiamento della fonte statistica, non è però direttamente confrontabile con il dato degli anni precedenti4 . Se si escludono dal conteggio i casi influenzati da questo cambiamento, ossia le coppie divorziate dove entrambi i coniugi sono di nazionalità straniera, nel 2012 vi sono stati 612 divorzi, in calo di 39 unità rispetto ai 651 dell’anno precedente. Le decisioni di divorzio del 2012 sono state dichiarate in media dopo 15,9 anni di matrimonio, con un aumento di 0,8 anni rispetto al 2011. Il 10,2% dei divorzi vede concludersi matrimoni celebrati da meno di 5 anni, mentre la conclusione di matrimoni di lunga data, cioè celebrati da più di 15 anni, rappresenta il 44,7% dei casi. Nel corso degli anni questi ultimi mostrano una forte crescita (+19,7 punti percentuali rispetto al 1969), e questo a scapito delle tipologie restanti, che vedono il proprio peso proporzionale stabilizzarsi o diminuire.

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