Il giornalista della RSI racconta la sua disavventura sabato all'inaugurazione della collezione Olgiati a Lugano

LUGANO – “Un atto imprevedibile, una pura fatalità”. Il giornalista radiofonico Salvatore Maria Fares esce allo scoperto e ammette: sono stato io a mandare in frantumi, sabato pomeriggio, l’opera in vetro di Luciano Fabro. Una frase consegnata ai colleghi del Quotidiano. “Ho espresso la mia costernazione ai proprietari, di più non so che dire”, aggiunge Fares raggiunto da liberatv.
Ieri Fares aveva pregato i colleghi di non fare il suo nome, ma oggi il suo nome ha iniziato a girare in rete e il conduttore della RSI ha deciso di affrontare la questione a viso aperto. Anche per un atto di chiarezza nei confronti della sua azienda.
Ha raccontato che, nel corso dell’inaugurazione della collezione Giancarlo e Danna Olgiati è indietreggiato per permettere il passaggio di alcuni presenti, senza accorgersi che dietro di lui c’era la preziosa opera dell’artista italiani, considerata dagli esperti di valore inestimabile. È bastato poco perché la scultura di vetro, che si trovava per terra, sostenuta da un piedistallo di ferro, cadesse a terra e andasse in mille pezzi.
Resta una domanda: ma se un’opera è tanto preziosa, come mai non la si protegge con un semplice cordone da museo o con una teca di plexi? La direzione del Dicastero arte e cultura ha spiegato che le precauzioni erano state prese, ma evidentemente non erano sufficienti.
emmebi