Presentata un'iniziativa che chiede che si possano detrarre dalle imposte i lavori di manutenzione solo se effettuate da ditte estere che dichiarano gli importi fatturati al fisco del loro paese

BELLINZONA - Usare la leva fiscale contro i padroncini. Dopo lo studio del professor Marco Bernasconi, che suggerisce proposte in questo ambito ma a livello di trattative tra Svizzera e Italia, una nuova idea, da realizzare a livello cantonale, è lanciata in materia. A presentarla, tramite un'iniziativa parlamentare, i deputati Verdi Michela Delcò Petralli, Francesco Maggi e Sergio Savoia.
"In Ticino - scrivono i Gran Consiglieri in una nota stampa - si ristabilisca una concorrenza leale fra ditte locali ed estere. Una possibilità in tal senso passa dal fisco. I Verdi ritengono che il contribuente debba poter dedurre i costi dei lavori di manutenzione e miglioria eseguiti da ditte estere solo se queste hanno dichiarato all’autorità fiscale gli importi fatturati. In questo modo uno svantaggio sleale di cui godono i ‘padroncini’ viene a cadere".
Nello specifico i Verdi propongono una modifica della legge tributaria. "In pratica - prosegue la nota - l'iniziativa chiede che il contribuente possa detrarre i costi di manutenzione e miglioria effettuati da ditte estere solo se queste ultime hanno dato prova di aver dichiarato gli importi fatturati alla competente autorità fiscale".
"La legge - si legga ancora nel comunicato stampa -prevede che si possano dedurre i costi di manutenzione (dall’imposta sul reddito) e i costi di costruzione e miglioria (dall’imposta sul maggior valore immobiliare). Queste norme vogliono da un lato favorire il tessuto economico cantonale, dall’altro stimolare il privato a dichiarare correttamente i costi di miglioria e manutenzione sostenuti. Oggi, però, siamo confrontati con la crescita esponenziale di ditte estere (i cosiddetti padroncini) che vanifica, di fatto, l’obiettivo di favorire, tramite la deducibilità, l’economia locale. La scelta di appaltare a ditte estere è in gran parte condizionata dai prezzi più bassi che queste applicano. Una delle ragioni di questi prezzi bassi è il fatto chemoltediquestedittesfuggonoalcontrollofiscalenelpropriopaese. Perquesto motivo riteniamo importante agire sul diritto fiscale ticinese subordinando la deducibilità delle spese di manutenzione e di investimento eseguite da ditte o persone non domiciliate in Svizzera, alla prova della notifica all’autorità di tassazione del paese di domicilio dell’introito conseguito".
Per i Verdi, termina la nota, "questa modifica contribuisce concretamente ad aiutare le nostre imprese locali in questo momento così difficile eliminando, almeno in parte, le attuali condizioni di concorrenza sleale".