Clamorosi sviluppi sull'arresto di Luigi Girardi, direttore del Lumino's: ha mostrato a Michele Barra alcuni filmati in suo possesso e da lì è partita l'inchiesta. Il ministro: "Io sono tranquillo"

BELLINZONA - La storia è più grave di quanto si possa pensare leggendo la lista dei reati. Grave dal profilo politico e sociale. È una storia di ricatti che ricorda lo scandalo di Fabrizio Corona, il fotografo dei vip, che usava i suoi scatti per estorcere denaro. Luigi Girardi, il direttore del bordello Lumino’s non fotografava ma videoregistrava politici e funzionari quando entravano nel suo locale, s’intrattenevano con le ragazze e forse consumano con loro rapporti sessuali.
Girardi registrava anche colloqui con politici e funzionari nei loro uffici: lo ha fatto, per esempio, come scrive LeRegione, con il ministro Michele Barra, cui compete il rilascio di preavvisi e decisioni in materia di licenze edilizie e pianificazione territoriale, durante un incontro a Palazzo al quale ha partecipato pure il deputato Silvano Bergonzoli.
Contattato dalla Regione, il consigliere di Stato fa sapere di non voler rilasciare dichiarazioni e di sentirsi tranquillo.
In tutto ciò s’inserisce pure l’ex deputato leghista Luciano Poli, da agosto amministratore unico sia della Motel Lumino Sa (proprietaria dello stabile in zona Bassa), sia della Rs Room Services (affittuaria). Alla Regione ha detto di avere in mano alcune registrazioni video fatte al motel e di essere pronto a metterle online: “Girardi ne ha mostrata una a Barra...”. Da lì la svolta nell’inchiesta della Procura.
Poi, aggiunge il giornale, i politici filmati al Lumino’s venivano avvicinati dal direttore del locale “che – ricordando la presenza dei cartelli informativi relativi alla videosorveglianza – avrebbe ‘chiesto’ loro un aiuto per sistemare le pendenze aperte col Cantone in materia di ottenimento di licenze edilizie e permessi per l’esercizio della prostituzione”.
Analizzandolo gli apparecchi di Girardi gli inquirenti hanno trovate memorizzate registrazioni ambientali e telefoniche. Le persone coinvolte sono state informate nelle scorse settimane dalla Procura, che ha chiesto loro se intendano querelare Girardi per aver agito senza informazione preventiva né accordo.
Oltre a ai video vi sono telefonate, colloqui e incontri con politici di ogni rango e giornalisti (in cerca di notizie), tutti registrati con lo smartphone. È questo l’inquietante quadro su cui sta indagando il sostituto procuratore generale Antonio Perugini. Girardi era già stato fermato a fine luglio al termine di un blitz di polizia finito a botte e insulti. Il 48enne italiano è difeso dall’avvocato Filippo Gianoni, che intende chiederne la scarcerazione.