CRONACA
Valanghe: i professionisti della montagna mettono in guardia contro il rischio elevato
Il rischio di valanghe è particolarmente elevato nelle Alpi in questi giorni e lo rimarrà anche nei prossimi. Si invitano i vacanzieri a dimostrare maggiore prudenza

SION - I professionisti della montagna - guide, soccorritori, gestori di impianti e meteorologi - hanno lanciato una messa in guardia oggi a Sion (VS).  

La montagna ha ucciso a sette riprese nell'ultima settimana in Vallese, Uri e Grigioni. Il pericolo di valanghe è attualmente marcato sulla totalità dell'arco alpino e la situazione non cambierà nei prossimi giorni, ha avvertito il meteorologo Robert Bolognesi. Ne è parzialmente responsabile la coltre nevosa, particolarmente fragile e instabile al disopra dei 2000 metri, l'altitudine maggiormente frequentata dagli sciatori.
Il fatto che la neve non sia caduta dappertutto in abbondanza - in Vallese si misurano da 20 a 25 centimetri - rende ancora più difficile la percezione del pericolo, ha indicato da parte sua il presidente dell'Associazione svizzera delle guide di montagna Pierre Mathey.

Egli ricorda che il 90% delle valanghe che travolgono gli sciatori sono provocate da loro, in particolare dagli appassionati di freeride. Il numero delle persone che praticano lo sci fuori pista è fortemente aumentato negli ultimi dieci anni, riferisce il direttore degli impianti di risalita di Verbier (VS) Eric Balet. "È evidente che la gente viene per l'adrenalina", commenta. Una costatazione condivisa dai soccorritori: "siamo sempre più spesso costretti a recuperare le persone nei canaloni scoscesi, nei precipizi e in altri luoghi scabrosi", indica Pascal Gaspoz della Maison du Sauvetage.

Secondo i professionisti è possibile praticare il freeride a condizione di essere equipaggiato in modo adeguato e di sapere come servirsi del materiale. A tal proposito diverse stazioni sciistiche hanno inaugurato parchi dove è possibile imparare a utilizzare l'equipaggiamento di sopravvivenza con l'assistenza di professionisti.

Sempre più zone sciistiche si sono peraltro dotate di spazi di freeride sicuri. La prossima tappa per contribuire a salvare delle vite - è stato osservato - potrebbe consistere nell'allestimento di formazioni gratuite destinate agli appassionati di sci fuori pista.

ATS

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