Da notifiche più dettagliate a una legge sulle imprese artigianali, dai controlli su sicurezza e norme ambientali alla responsabilizzazione del committente...

BELLINZONA – L’Unione delle associazioni dell’edilizia (UAE) torna alla carica e scrive al Governo chiedendo l’introduzione di misure a livello cantonale per salvaguardare le aziende ticinesi e frenare l’accesso al mercato dei “padroncini”.
Scrive l’UAE: “Considerato che alcuni interventi di riequilibrio a livello federale sono già stati implementati o sono in fase di concretizzazione - ad esempio l'introduzione della responsabilità solidale, l'introduzione della cauzione in diversi settori e l'assoggettamento all’IVA per importi inferiori ai 10'000 franchi per prestazioni effettuate in Svizzera - riteniamo di dover sollecitare un certo numero di interventi a livello cantonale, per evitare che la situazione peggiori ulteriormente”.
L’obiettivo, scrive l’Unione, è “ristabilire finalmente una parità di trattamento tra le ditte locali e quelle estere, in particolare italiane”.
Ecco le misure che l’UAE prioritarie:
Notifiche – “Pur ammettendo che la soluzione di una notifica cartacea possa risultare di difficile implementazione, possiamo concordare con una soluzione informatica unicamente se la stessa potrà contemplare tutta una serie di dati esaustivi relativi a committente, ditta esecutrice, genere delle opere, quantitativi e importo di delibera complessivo. Da un'analisi sommaria delle notifiche 2012/2013 risulta infatti che diversi committenti, a volte addirittura fantomatici, sovente vengono notificati con diciture differenti impedendo di fatto un controllo sistematico.
Informazioni dettagliate, anche legate ad aspetti economici, faciliterebbero certamente i lavori di verifica e contribuirebbero ad arginare il fenomeno del lavoro nero. Concretamente proponiamo la modifica dell'attuale notifica online o l'obbligo di fornire le informazioni supplementari agli organi cantonali competenti che sarebbero facilitati nel loro lavoro”.
Legge sulle imprese artigianali – “Chiediamo formalmente che venga ripreso urgentemente l'esame della proposta di legge menzionata, in modo da stabilire delle regole chiare per tutti, sulla falsariga di quanto già avviene nel settore principale dell'edilizia. Per quest'ultima il Gran Consiglio ha fra l'altro recentemente approvato delle modifiche tra cui l'assoggettamento di alcuni settori artigianali paragonabili a quelli da noi rappresentati. Con una legge sulle imprese artigianali si riuscirebbe a meglio caratterizzare il ruolo dell'artigiano che, in alcuni casi, realizza opere che strutturalmente sono certamente parificabili a quelle eseguite dalle imprese edili”.
Ambiente e sicurezza – “Chiediamo l'incremento dei controlli in questo ambito con un adeguato potenziamento delle risorse che, nonostante un considerevole aumento delle attività nel settore edile, negli ultimi anni sono rimaste sostanzialmente invariate con un numero di controlli effettuati percentualmente minore”.
Controlli da parte di tutti gli attori coinvolti (commissioni paritetiche, AIC, Polizia, uffici tecnici comunali, Guardie di confine, ecc.) – “Riteniamo assolutamente necessario aumentare i controlli, migliorando il coordinamento per una maggiore incisività. I dati hanno dimostrato che le anomalie sono numericamente notevoli e le sanzioni più efficaci risultano essere quelle che impediscono lo svolgimento effettivo dei lavori per chi non è in possesso della documentazione richiesta. Al contrario, le contravvenzioni creano, oltre ad un importante onere amministrativo, enormi costi a fronte di grosse difficoltà d'incasso e risultano avere uno scarso potere dissuasivo”.
Maggiore responsabilizzazione del committente – “Si richiede una maggiore responsabilizzazione del committente in caso di mancato rispetto delle regole, in veste di attore principale, in analogia con la responsabilità solidale”.