Alcune delle novità introdotte con questa 151esima edizione hanno portato un po’ di confusione fra i sudditi, a poche ore dall’apertura ecco le ultime raccomandazioni e precisazioni del presidente Bixio Caprara

BELLINZONA – Mancano ormai poche ore all’apertura del carnevale di Bellinzona e l’attesa attorno alla cerimonia è davvero tanta: finalmente sarà svelata l’identità del nuovo re del Rabadan.
Gli organizzatori infatti non si sono lasciati sfuggire nemmeno un dettaglio sul successore dello storico Re Dantun e, nonostante il ‘toto regnante’ che si è scatenato, per le certezze non resta che aspettare le 21 di questa sera, quando le tre cannonate al Municipio consegneranno la città nelle mani del misterioso erede al trono fino a martedì prossimo.
Il nuovo re non è però la sola novità di questa 151esima edizione e alcuni dei cambiamenti introdotti nell’organizzazione hanno creato una certa confusione fra i sudditi.
Con Bixio Caprara, presidente del Rabadan, torniamo allora a fare il punto su alcuni degli aspetti ‘incriminati’, a cominciare dal costo del biglietto d’entrata. La tessera generale, che è valida per tutta la durata dell’evento, si riconferma al costo di 40 franchi e, ci tiene a sottolineare Caprara, dà diritto all’utilizzo gratuito di tutti i trasporti pubblici da Airolo a Chiasso diretti a Bellinzona. La novità di quest’anno è invece nella possibilità di acquistare per la sola serata di lunedì o di martedì un’entrata singola al costo di 25 franchi.
Altro fattore di confusione, spiega ancora Caprara, è nella cerimonia di apertura, quest’anno a ‘numero chiuso’: “C’è da precisare che la limitazione di accesso riguarda solo ed esclusivamente la cerimonia e solo le presenze in Piazza Collegiata. È una misura che abbiamo preso in seguito alle lamentele e segnalazioni pervenuteci l’anno scorso: in quell’occasione le persone presenti erano davvero tante, cosa che ha provocato situazioni di calca anche importanti che vogliamo ora evitare. Per questo in collaborazione con la Polizia Comunale abbiamo stabilito un dispositivo per limitare il numero di presenze. Ma ripeto, questo solo per la Piazza Collegiata e solo nel corso della cerimonia d’apertura”.
La limitazione fa parte di un ampliamento più generale dei dispositivi di sicurezza, un fattore questo che ha scatenato qualche critica nel corso dei preparativi per i costi che questa voce ha nell’organizzazione dell’evento. Ma su questo punto il presidente è molto chiaro: “Alle critiche abbiamo già risposto in occasione della conferenza stampa. Come anche abbiamo già indicato in maniera trasparente tutti i costi: la voce sicurezza assieme a quella dei trasporti pubblici è la principale, le due assieme coprono oltre il 40% del budget, non ne abbiamo fatto un mistero”.
E sul fattore sicurezza Caprara vuole ora concentrarsi su un “discorso di prevenzione legato ai giovani e all’abuso di alcol. Ed è in questo senso che è andato il nostro appello ai genitori. E qui è chiaro che è fondamentale capire qual è l’età critica. Se poniamo che è a tutti evidente che sotto i 12, 13 anni non si va a fare carnevale la sera da soli, anche se alcuni lo permettono, la fascia più problematica è quella che va dai 14, 15 anni fino ai 18. Ed è ai genitori di questi ragazzi che abbiamo rivolto il nostro appello, invitandoli a stabilire un orario di rientro e soprattutto a esser presenti quando il ‘pargolo’ deve far ritorno a casa. Questa sarebbe un’ottima prevenzione. Anche perché ricordiamo che il comitato del Rabadan non è una società di sicurezza, noi ci teniamo e atteniamo ad applicare quanto viene stabilito dall’autorità competente che ci fornisce indicazioni sui dispositivi da adottare affidandoci a una ditta specializzata, ma noi restiamo una società di carnevale”.
E su alcol e giovani aggiunge ancora: “Quello che dà fastidio e che non è accettabile è che ci sia un consumo di superalcolici da parte dei minorenni. Ma se succede vuol dire che qualcuno glielo passa o glielo vende e allora è importante che ognuno degli attori si attenga alle regole del gioco: i genitori facciano i genitori ponendo dei limiti e dal canto loro gli esercenti, o certi luoghi di vendita, rispettino in modo rigoroso il divieto di vendita ai minorenni sancito dalla legge”.
La vera chiave per un carnevale ‘in sicurezza’ per giovani e non solo è quindi, come sempre, l’invito a una responsabilizzazione maggiore da parte di tutti. Ma, prima di passare oltre, chiediamo a Caprara se ha magari qualche raccomandazione in più: “Le mie raccomandazioni non sono sulla sicurezza, ma sul carnevale in sé e sul modo di viverlo. Chi viene per divertirsi e per condividere un momento di relax con gli amici, ha colto l’aspetto centrale di questa festa. Chi, invece, ha in mente di venire con altre intenzioni è meglio che se ne stia a casa o faccia altro, perché non ha nulla a che vedere con le finalità del carnevale. Sicuramente, grazie all’estensione della videosorveglianza, quest’anno avremo al possibilità di monitorare in modo ancora più preciso le piazze del carnevale e intervenire in modo preventivo laddove ci dovesse essere qualcuno di questi personaggi che si mette in mostra”.
Risolti gli elementi di confusione, e di ‘prurito’, cambiamo registro e dall’organizzazione dell’evento passiamo agli spettatori, che “hanno raggiunto un numero stabile ormai da diversi anni”: infatti, come ci spiega Caprara, da molte edizioni il numero di tessere vendute si è assestato fra le 29, 30 mila e se rimaniamo su questi numeri il programma si tiene”.
Ma quale sarà quindi il tema a cui i sudditi del più grande carnevale ticinese prenderanno parte? “Lo slogan pubblicato quest’anno è ‘Di bocca in bocca’ e nasce dal fatto che questa sera la regina, grazie al bacio del ranocchio, scioglierà l’incantesimo e l’identità del nuovo re sarà finalmente rivelata”.
Non rimane che attendere allora, ma prima di lasciarci Caprara ha un’ultima comunicazione ‘di servizio’. Il corteo dei bambini, a causa della meteo, è infatti in forse. E solo domani mattina l’organizzazione comunicherà, basandosi sulle indicazioni di Locarno Monti, se verrà fatto come da programma o meno: “Purtroppo o si fa venerdì o si sarà costretti ad annullarlo. Per questo aspettiamo fino all’ultimo prima di decidere. Spiacerebbe non farlo, ma non vogliamo che i bambini debbano fare il corteo sotto il diluvio”.