CRONACA
Fiorenzo Dadò rinuncia agli ottomila del Dhaulagiri. Troppe bufere di neve e rischio valanghe
Il deputato e alpinista valmaggese ha deciso di gettare la spugna dopo aver raggiunto faticosamente il campo a 7mila metri sulla montagna nepalese

KATHMANDU - Fiorenzo Dadò ha dovuto rinunciare a raggiungere la cima nepalese del Dhaulagiri. Una violenta bufera di neve, scrive oggi il Giornale del Popolo, ha bloccato la spedizione all’ultimo campo, che si trova a circa 7mila metri. Da lì capogruppo del PPD e i suoi compagni dovevano partire per l’attacco finale. Ma le condizioni meteo degli ultimi giorni, estremamente sfavorevoli, hanno indotto la spedizione a rinunciare. C’era anche un forte pericolo di valanghe dato che il violentissimo vento che spazzava la montagna ha accumulato dei banchi di neve sulle creste.

Il gruppo di Dadò era giunto al campo base (4.600 metri di quota) poco dopo la metà di aprile iniziando poi la salita nei campi superiori e attrezzando con delle corde alcuni tratti. Ma già dall’inizio vi sono state abbondanti nevicate che hanno reso faticosa la salita e ieri hanno portato alla decisione di scendere.

Il Dhaulagiri si trova interamente in territorio nepalese ed è la settima montagna del mondo, a 8.167 metri di quota. Fu scalata la prima volta nel 1960 e da allora è stata raggiunta da 313 alpinisti.

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