Lo striscione ha accolto i dipendenti della ditta Pollini e Figlio di Cavigliano al rientro al lavoro. Per il sindacato è “un gesto intimidatorio che non trova riscontro nella storia recente del nostro paese e che ci riporta a una situazione ottocentesca”

CAVIGLIANO – Continuano le tensioni nel settore del granito. Come denuncia oggi UNIA, con un comunicato che riporteremo integralmente in quanto segue, all’indomani dello sciopero i dipendenti della ditta Pollini Edgardo e Figlio di Cavigliano sono stati accolti al rientro al lavoro da uno striscione (nella foto) “intimidatorio”: “Ieri avete scioperato voi… oggi e domani sciopera il datore!”
“Le intimidazioni e le minacce non fermeranno i lavoratori del granito”
Uno striscione e una scritta che per UNIA costituiscono “un gesto intimidatorio e inaudito che non trova riscontro nella storia recente del nostro paese e che ci riporta a una situazione ottocentesca. Il sindacato Unia condanna pubblicamente questo genere di comportamento della controparte padronale, che ben evidenzia il clima nel quale si è sviluppata negli ultimi due anni la vertenza nel settore del granito ticinese”.
“Una vertenza – aggiunge il sindacato – in cui l'associazione di categoria si è sempre dimostrata chiusa a ogni tentativo di conciliazione. E ora, di fronte alla protesta, ricorre alle minacce nel tentativo di intimorire i lavoratori: prima per dissuaderli dalla partecipazione allo sciopero e oggi per punirli. Oltre alle minacce di licenziamento, in alcune ditte è stato imposto agli operai di anticipare l’inizio dei lavori alle 4 del mattino (contravvenendo così alla legge federale sul lavoro) mentre in altre sono stati ingaggiati agenti di sicurezza privata per presidiare le cave”.
Unia “denuncia con forza questi maldestri e goffi tentativi del fronte padronale di sabotare l’esercizio di un diritto costituzionale e si riserva di intraprendere azioni legali nonché di sollecitare un intervento dell'Ispettorato cantonale del lavoro”.
D'altro canto, conclude il sindacato, “rafforzerà ulteriormente l'impegno in questo conflitto che ha ormai assunto un valore simbolico e di riferimento per tutto il mondo del lavoro. Un conflitto reso possibile dal coraggio e dall'impegno di molti lavoratori che giustamente non sono disposti a rinunciare alla loro dignità”.