Dopo un passaggio di proprietà in via Canevascini 26 tutti gli abitanti di lunga data sono stati sfrattati, per una ristrutturazione che al momento non è neppure un progetto, quanto più una speculazione. Intanto è arrivata anche la prostituzione…

LUGANO – Già a marzo il Partito Socialista denunciava “l’ennesimo caso di speculazione edlizia” per lo stabile Condomus di via Canevascini 26 a Besso, dove a 17 condomini è stato intimato lo sfratto, esecutivo a partire da fine 2016. La motivazione addotta, oltre al passaggio di proprietà a favore della Nemis Sa, è una non meglio precisata ristrutturazione, della quale per ora non si vede traccia. E nel frattempo il pluridecennale quieto vivere nella zona comincia ad incrinarsi. Lo riporta la Regione.
Come scrive il quotidiano bellinzonese quella della ristrutturazione sembrerebbe una semplice scusa: “Ad oggi – hanno riferito gli inquilini – non è stata inoltrata domanda in Municipio e non vi sarebbe neppure un concreto progetto di riqualifica”. “C’è amaro in questa situazione – spiega sempre alla Regione un’altra condomina –. Pensare che vi sono inquilini che vivono qui da oltre trent’anni, e molti fra i sessanta e gli ottant’anni. Non ci si può comportare così... A un signore è arrivata la lettera di disdetta del contratto d’affitto solo qualche giorno dopo la morte della moglie, pensi un po’ lei come si sia potuto sentire.”
Ma se di ristrutturazione non si tratta qual è lo scopo dell’operazione? Parrebbe proprio quella denunciata dal PS e che sempre più sta prendendo piede sul territorio: la speculazione edilizia, con l’unico obbiettivo di alzare gli affitti, ora in buona parte a pigione moderata. Pigioni moderate che permettono a tante famiglie delle fasce medio-basse di avere una casa.
Ma dal passaggio di proprietà e con la situazione d’incertezza che regna il degrado sta cominciando a farsi sentire e sempre più persone si dicono preoccupate, anche dalla concessione di un appartamento, dal liberato dai precedenti inquilini, a quattro prostitute che esercitano creando qualche problema: “Una situazione indecente – spiega un’altra inquilina al quotidiano –, non parlo solo del viavai giornaliero, dalle 11 del mattino fino alle prime ore del giorno successivo, dello sporco e del rumore... Tanti qui hanno cominciato ad aver paura. L’acqua poi scorre di continuo. Penso alle docce dei clienti e al fatto che le signorine lavano in casa. Le tubature sono già precarie e io mi ritrovo con lo scolo del bagno intasato. Il nostro è sempre stato un quartiere popolare. Qui vive anche un bambino piccolo! Non è bello per la giovane figlia di una famiglia che qui abita imbattersi nei clienti. Nel frattempo altri appartamenti si sono liberati e non vorremmo che “l’attività” si espanda”.
L’assenza del Comune
La rabbia dei condomini non è però rivolta solo alla nuova proprietà “speculatrice”, ma anche all’ente pubblico: “Il rincrescimento più grande viene dal fatto che il Comune è assente. La Città, con un investimento limitato, poteva comprare la palazzina e, in tempi in cui ci si riempie la bocca di questo importante argomento, preservare i pochi condomini con pigione moderata a Lugano. Invece, cosa è stato fatto? Un continuo rimbalzarsi la palla perché... ci sono sempre l’assistenza e le case anziani! E no, non ci siamo! Lo considero un brutto modo di porsi, direi medio-borghese... Questi condomini, diversamente, hanno sempre svolto un importante ruolo di aggregazione sociale e riempito falle nel sistema assistenziale locale. Senza contare che attorno abbiamo una rete di servizi invidiabile, dalla fermata del bus alla farmacia, dai negozi alle scuole”.
Un malandazzo, quello della speculazione edilizia, già denunciato a più riprese anche dall’Associazione inquilini, e solo nel Luganese i casi denunciati si sono moltiplicati recentemente.
red