Altre tre partenze importanti nel reparto dell’ospedale bellinzonese: dopo quelle del primario e del viceprimario di ortopedia, hanno consegnato le loro dimissioni i tre capiclinica

BELLINZONA – Altre tre partenze importanti al San Giovanni di Bellinzona: dopo quelle del primario e del viceprimario di ortopedia, sempre nello stesso reparto hanno consegnato le loro dimissioni i tre capiclinica.
Il primario dimissionario, che ha dato notizia delle partenze nel corso dell’incontro di lunedì sera a Bellinzona sulla nuova pianificazione ospedaliera, ha spiegato a LaRegione i motivi di questi addii.
La ragione di questa ‘autodecapitazione’ nel reparto è “nel modo di agire del vertice EOC”, che adotta decisioni strategiche senza coinvolgere gli interessati: “Quando abbiamo saputo del trasferimento alla Carità di Locarno dell'impianto di protesi da noi eseguito" ha spiegato il dottor Petri a La Regione, "siamo rimasti nel limbo per un po' di tempo. Quando poi i capiclinica hanno iniziato a guardarsi intorno, abbiamo chiesto e ottenuto da Pellanda di mostrarci i piani. Sono emersi scenari scioccanti."
L’attacco di Peter si concentra però sulla decisione di trasferire la traumatologia ortopedica sotto la chirurgia generale. Una decisione che comporta “un salto indietro di mezzo secolo rispetto al resto del mondo. Infatti i chirurghi viscerali non hanno né tempo né competenze per occuparsi di ortopedia."
Ma Peter non si ferma e aggiunge che questa transizione, se periodo di transizione si tratta, va “verso il baratro”. “Ci sentiamo insultati, perché abbiamo fatto un buon lavoro per diversi anni, ridando lustro a un'ortopedia disastrata".
Sempre su LaRegione, il direttore dell’EOC Giorgio Pellanda rispedisce però al mittente le accuse e motiva la scelta di trasferimento del reparto. In sostanza i numeri generati dall’ortopedia a Bellinzona, “sebbene vi sia un’offerta all’avanguardia”, sono troppo bassi perché i medici di famiglia mandano molti bellinzonesi altrove per le cure.
Pellanda spiega quindi che la scelta è stata presa seguendo le direttive della legge federale, aggiungendo che l’EOC non ha i mezzi per creare una propria clinica ortopedica in concorrenza con le strutture private. "In questo ambito non abbiamo il potere strategico di competere col settore privato e con le strutture d'oltralpe" ha concluso il direttore EOC. Perciò, conclude, “meglio spostare i pazienti dove si sono create singole specializzazioni."