CRONACA
Manca la neve? “Non lasciatevi ingannare dalla primavera a valle, in montagna si scia eccome!”
L’appello delle stazioni di Carì, Bosco Gurin e Airolo che, contattate per un primo bilancio di questa stagione, ribaltano le preoccupazioni, con le ultime due che registrano anzi un aumento di affluenza

LUGANO – Ma la neve manca davvero? Il clima decisamente inusuale per la stagione, con i fiocchi che si fanno attendere, e lo faranno ancora a lungo, rimpiazzati da un tepore inaspettato, può trarre in inganno, ma l’appello da Carì, Bosco Gurin e Airolo è unanime: non lasciatevi fuorviare dalle temperature primaverili a valle, in montagna di neve ce n’è, eccome!

Contattate per un primo bilancio della stagione, che si temeva preoccupante, le tre stazioni ribaltano invece le previsioni: solo Carì registra un calo del 15%, mentre le altre due segnano addirittura un incremento di pubblico che tocca il 25%, rispetto alla scorsa stagione, in quel di Bosco Gurin. Ma anche alla Nuova Carì, come spiega Livio Merzaghi, responsabile amministrativo, si dicono soddisfatti: “Nei Grigioni la situazione è ben peggiore, con cali anche del 30%, e in altre stazioni ticinesi situate più a bassa quota si è a forte rischio di chiusura. Noi invece, considerato che abbiamo avuto anche meno giorni di apertura rispetto ad altri impianti, siamo soddisfatti: la vendita delle stagionali è andata bene e questo grazie alla prima nevicata di novembre che ha invogliato molti ad acquistare l’abbonamento”.

Ed è proprio la neve caduta in novembre, in quei giorni di maltempo che hanno colpito il Ticino, a garantire l’apertura delle piste dei tre impianti. Manca l’innevamento che consenta la discesa a valle, ma in alta quota, “dove ci sono le piste più belle”, si può sciare in tutte e tre le località.

“Finché la gente non vede la neve anche in città, spesso preferisce altri sport”, aggiunge Merzaghi. “Sul piano sembra di essere praticamente in primavera, naturale quindi che non venga in mente di andare a sciare. Ma qui le condizioni sono ottime: la neve è perfetta e chi è venuto è rimasto positivamente sorpreso, proprio perché non ce lo si aspetta. E questo forse è il vero problema, non il caldo, che anzi è per certi versi un fattore positivo. Abbiamo dai zero ai 5 gradi e con giornate così sciare è eccezionale perché dopo la discesa ci si può godere un momento di relax al sole. Il mio invito a tutti è di venire a vedere per credere! La neve comunque tiene e perciò noi saremo aperti fino al 19 marzo. E se nevicherà anche nella parte bassa, apriremo pure la pista delle slitte e la discesa a valle”.

Anche secondo Sergio Gianolli, responsabile marketing di Airolo, della neve, anche a basse quote, si sente la mancanza solo per l’impatto che questa ha sulla clientela. “Si avrebbe avuto certamente un afflusso maggiore. Quando si arriva alla stazione di partenza e si vedono anche i prati verdi è normale sia difficile immaginare che ad appena cinque minuti di funivia le condizioni siano buone. Ma le nostre piste sono aperte da fine novembre e grazie al lavoro svolto dai nostri gattisti la neve si è mantenuta intatta e permetterà di sciare fino alla chiusura degli impianti in aprile. Durante le vacanze di Natale abbiamo avuto risultati postivi, registrando anche un incremento nell’affluenza, naturalmente se nevicasse in tutto il cantone questo ci farebbe ulteriormente piacere, ma già ora possiamo guardare al futuro con ottimismo e serenità”.

L’insistenza sulla mancanza di neve, non veritiera, è uno dei grandi problemi secondo Giovanni Frapolli, titolare degli impianti di Bosco Gurin. “Qui si può sciare da novembre, per questo l’enfatizzare la carenza di neve mi infastidisce, perché fornisce un quadro non reale”. La stazione di Bosco, come detto, ha registrato un incremento del 25%, per il titolare questo risultato è però da prender in esame con i dovuti distinguo: “Sono due stagioni difficilmente paragonabili: l’anno scorso ha nevicato tardi e spesso proprio nei giorni festivi, in cui si ha la maggiore affluenza. Quest’anno invece è arrivata della buona neve già in novembre e durante le vacanza si ha avuto la grande fortuna di avere delle stupende giornate. A dirla tutta, preferiamo avere dei giorni di sole come questi, che giorni di neve che impediscono di sciare”.

Frapolli sposta però l’attenzione anche su un altro importante punto: la mentalità dello sciatore sta cambiando. “Non ci si limita più a fare discese dalla mattina alla sera. Sempre più importanti diventano gli spazi di svago sulle piste. Bar, ristoranti, eventi, musica: sono ingredienti importanti che portano a modificare la mentalità della montagna e l’attività economica stessa delle stazioni. Importante è rilanciare le attività ricreative sulla neve, anche inusuali. Gettonatissima negli ultimi anni ad esempio è la snowbike. Non è più la sola neve a definire l’inverno in montagna, questa ha anche tantissimo altro da dare e se oltre all’innevamento si hanno anche altre attività, queste invogliano più persone a viverla. Perciò – conclude – se la neve arriva, ben venga, ma speriamo lo faccia in settimana! Per il resto cerchiamo di restare positivi, perché abbiamo tutti gli elementi per esserlo”.

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