Venerdì, braccati dagli agenti, sia gli autori della strage al Charlie sia l’autore della sparatoria in cui morì una vigilessa si erano barricati all’interno di due edifici prendendo anche ostaggi, tra cui un bebè di appena sei mesi

PARIGI – È finita. La strage alla sede del Charlie Hebdo si conclude con altri due cadaveri: quelli dei fratelli Kouachi, i due attentatori che mercoledì 7 gennaio assaltarono la sede del settimanale satirico uccidendo 12 persone.
Da questa mattina i due fratelli erano asserragliati all’interno di una tipografia di Dammartin-en-Goële, paesello a nordest di Parigi in cui hanno riparato dopo aver trovato un posto di blocco durante la loro fuga dalla Capitale. Con loro un ostaggio. A nulla sono valse le prese di contatto della polizia: i due avevano affermato di voler morire come martiri.
Il blitz delle teste di cuoio nella tipografia è avvenuto in contemporanea con quello del negozio di alimentari kosher in zona Porte de Vincennes. Qui infatti si era barricato nel primo pomeriggio, tenendo con se almeno cinque ostaggi, fra cui anche un bebè di appena sei mesi, Amedy Coulibaly. L’uomo, morto durante l’irruzione, era infatti stato identificato nella mattinata di oggi come uno dei due autori della sparatoria avvenuta giovedì a Montrouge, in cui perse la vita una vigilessa. Secondo quanto riportato dia media francesi inoltre, Coulibaly conosceva uno dei due attentatori del Charlie: "Liberate i fratelli Kouachi e non fate assalti o ucciderò tutti gli ostaggi", aveva dichiarato alla polizia dal negozio, secondo quanto riporta Le Figaro citando fonti di polizia.