È la compagna di Coulibaly coautrice della sparatoria di giovedì: sarebbe riuscita ad approfittare della confusione creatasi durante l’azione nel supermercato kosher, dileguandosi. Le immagindi Le Monde la mostrano avvolta dal niqab mentre impugna un’arma

PARIGI – Era asserragliato da qualche ora nel negozio kosher di Parigi, con lui cinque ostaggi, tra cui un bebè di appena sei mesi. "Liberate i fratelli Kouachi e non fate assalti o ucciderò tutti gli ostaggi", il messaggio alla polizia di Amedy Coulibaly, uno dei due autori della sparatoria di giovedì mattina a Montrouge, in cui ha perso la vita una poliziotta.
Momenti di tensione che si vivevano anche poco distante dalle porte della capitale, a Dammartin-en-Goële, dove i fratelli Kouachi si erano barricati in una tipografia. Anche loro con un ostaggio.
Poi, alle 17.02, l’azione, in contemporanea, delle teste di cuoio. Gli spari e le ‘minacce vengono neutralizzate’, tradotto dal gergo operativo: i tre terroristi vengono uccisi.
All’appello manca però ancora il quarto terrorista: Hayat Boumeddiene, la compagna di Coulibaly. La donna, stando alle informazioni della CNN, che cita il portavoce della polizia francese Pascal Disant, sarebbe riuscita ad approfittare della confusione venutasi a creare nell’intervento di liberazione degli ostaggi e a fuggire.
Le operazioni di ricerca continuano. Intanto di lei parlano anche le immagini, del 2010, pubblicate dal sito di Le Monde che la mostrano avvolta dal niqab mentre impugna un’arma o posa in un selfie con Coulibaly.