CRONACA
Finito il LAC la COMSA se ne va? L’indiscrezione circola a Lugano, ma il project manager del consorzio nega
Una ipotesi contro cui il Municipio si sarebbe premunito chiedendo alla ditta di garantire la propria presenza in Ticino per i prossimi due anni. Ricci: “Resteremo se ci sarà lavoro, ma in ogni caso il LAC sarà garantito per cinque anni dai lavori finiti”

LUGANO – Un futuro lontano dal Ticino per la COMSA? L’indiscrezione raccolta da Liberatv vorrebbe infatti il consorzio in partenza, quantomeno dal Cantone, terminati il lavori del LAC. Ipotesi contro cui il Municipio di Lugano si sarebbe premunito chiedendo all'impresa la garanzia che manterrà un ufficio aperto sul territorio per i prossimi due anni come garanzia nel caso in cui emergano nuovi difetti nel polo culturale.

Questo il sussurrio in arrivo da fonti attendibili che non trova però conferma nelle parole di Francesco Ricci. “Al momento la COMSA in Ticino è regolarmente aperta”, commenta, da noi contattato, il project manager del consorzio che aggiunge di non aver notizia di scelte in tal senso prese dalla direzione, a cui spetterebbe la decisione.

“Rimarremo se avremo lavoro, come è nella normalità del mercato. In questo momento a livello commerciale siamo attivi sì in Svizzera, ma non in Ticino. Vedremo”. In ogni caso, un eventuale addio al Ticino, precisa ancora, “non avrebbe nulla a che vedere con il LAC”.

Per quanto riguarda le garanzie, spiega, “contrattualmente dobbiamo fornirle per cinque anni dal lavoro finito, non due”. Un aspetto, sottolinea, “che era già previsto nel contratto originario, non è una cosa nata ora”.

Ma se la COMSA non sarà più presente in Ticino, chiediamo, chi risponderebbe degli eventuali difetti?

“Sono le garanzie che comandano, non la sede dell’azienda”, risponde Ricci. A prescindere da quale sia il futuro di una ditta, restano valide. “In generale nelle ditte e nel mercato delle aziende può accadere di tutto: possono fallire, spostarsi, venire acquisite, … Per questo i committenti, come nel caso di contratti pubblici, si cautelano richiedendo che siano rilasciate garanzie sui lavori finiti da istituti bancari o assicurativi. In questo modo, a prescindere dalla sorte dell’azienda che ha eseguito i lavori, le garanzie restano valide perché prestate da terzi”.

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