CRONACA
Ticino a rischio siccità, il meteorologo: “Situazione anomala, sarà un mese da record. Servirebbe una giornata di pioggia, ma all’orizzonte…”
Diversi i comuni che hanno diramato circolari invitando i cittadini a un uso parsimonioso dell’acqua, ultimo in ordine di tempo quello di Novazzano. Zanini, di Locarno Monti, fa una panoramica di questo luglio arido e rovente

LOCARNO/LUGANO – Sono diversi ormai i comuni che hanno diramato avvisi e inviti a un uso più parsimonioso dell’acqua. Ultimo, in ordine di tempo, Novazzano, che, per citarne alcuni, va ad aggiungersi a quelli di Mendrisio, Castel San Pietro, Cademario, Astano, Taverne-Torricella, e, nel Sopraceneri, Acquarossa, Blenio e Terre di Pedemonte.

Circolari che, con diverse sfumature a seconda della gravità della situazione, invitano sempre a: ridurre al minimo indispensabile l’utilizzo di acqua nelle fasce orarie più critiche (ossia di primo mattino e in tarda serata), ad evitarne l’uso per attività ‘superflue’ come il lavare l’auto o i piazzali, a un suo utilizzo oculato nell’innaffiare prati e giardini, fino alla necessità di una apposita autorizzazione per alcune attività, come a Novazzano, per il riempimento delle piscine (le disposizioni dettagliate sono consultabili agli albi dei diversi comuni).

Insomma, luglio non sta mettendo a dura prova solo i nervi e  il fisico della popolazione, ma anche le stesse risorse idriche del Cantone, confrontato con il rischio siccità.

Uno dei fattori scatenanti è certamente la scarsità di precipitazioni, ma, va ricordato, questa va ad acuire un problema dettato anche dalla gestione delle risorse idriche in vigore nei diversi comuni, come sottolinea il meteorologo Stefano Zanini a cui abbiamo chiesto una panoramica di questo luglio da record.

Se infatti per stilare un bilancio ufficiale si attende la fine del mese, arrivati ormai al ventesimo giorno, spiega Zanini, questo luglio 2015 ha un altissima probabilità di esser ricordato come il più caldo, per temperatura media, da quando sono iniziate le misurazioni. “La situazione è assolutamente anomala, fuori norma sotto diversi punti di vista a cominciare dalla persistenza del caldo”. Le temperature registrate non sono infatti da record per quanto riguarda il loro valore assoluto, ma lo sono per i lunghi giorni in cui rimangono immutate. “Qui a Locarno Monti abbiamo registrato temperature al di sopra dei 30 gradi in tutti i giorni di luglio salvo due, con gli ultimi sei attorno ai 33 gradi”, racconta.

Particolarità, quella della persistenza, a cui si aggiunge la forte umidità che rende il caldo molto afoso e pesante di giorno come di notte. “Abbiamo avuto una lunga serie di notte tropicali, in cui la minima si è spesso mantenuta sopra ai 20 gradi. Fattore che rende il caldo ancor più fastidioso, facendolo percepire male dalla popolazione”.

A questi due aspetti, e torniamo al nostro rischio siccità, si somma anche la scarsità di temporali e piogge. “Le precipitazioni sono davvero molto scarse e dovute solo ai pochi temporali che hanno toccato con diversa intensità alcune zone del Ticino. Questo, combinato al gran caldo, fa ovviamente sî che vi siano effetti sulla portata di fiumi e sorgenti”.

Inoltre, spiega ancora Zanini, a far stato non è solo la quantità di pioggia caduta, ma la natura stessa delle precipitazioni. “Il terreno è molto secco e fatica ad assorbire l’acqua che, come avviene in un temporale, cade magari in maniera abbondante ma in un breve lasso di tempo”.

Una dimostrazione pratica la si può vedere nella zona a sud di Lugano e in val di Blenio. Nel primo caso fino ad oggi sono caduti solo pochi millimetri di pioggia, mentre nel secondo i millimetri misurati sono stati ben 100, ma in entrambe i luoghi i comuni hanno diramato le circolari che invitano ad un uso parsimonioso dell’acqua. “I temporali hanno toccato con maggiore intensità le regioni di montagna. Ma importante è l’intensità della precipitazione: in Val di Blenio è caduta tanta acqua, ma in poco tempo, avendo un effetto diverso sul territorio rispetto, magari, a una precipitazione da 30 millimetri ma distribuita su tutto l’arco della giornata”.

Quello che servirebbe per ristabilire la situazione, almeno sul fronte meteorologico, “è una giornata grigia e uggiosa di piogge continue, che però non si intravvede ancora nelle previsioni”.

L’instabilità prevista da metà settimana, che dovrebbe far rientrare l’allerta canicola di grado 4, porterà infatti dapprima temporali consistenti sulle Alpi e poi, in una seconda fase, sul resto del Ticino. “Ma si tratta sempre di temporali passeggeri e non di un fronte perturbato vero e proprio di una giornata. Questo non si vede fino a nuovo avviso. Anzi – conclude Zanini –, dopo questo intermezzo, le previsioni sembrano mostrare da domenica tempo di nuovo stabile”.

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