Lettera del gastronomo a Liberatv in memoria del grande chef: "La vita del cuoco, che sia un 3 stelle Michelin o che cucini in un grotto, ha le stesse problematiche: l’impegno per tutti coloro che lavorano in questo mondo è enorme"
Caro Marco,
la scomparsa di Benoît Violier è una notizia molto triste e difficile da commentare, ma quando mi hai chiesto di scrivere un mio pensiero sull’accaduto, l'ho fatto volentieri: ci tenevo a lasciare di lui un ricordo che non fosse solo legato all’ultima pagina di un libro, soprattutto per chi non l’avesse mai conosciuto. Non volevo nemmeno raccontare la sua cucina, straordinaria e riconosciuta a tutti i livelli. Quello che mi piacerebbe è raccontare in breve la sua persona.
Violier, nonostante fosse considerato uno dei più grandi Chef al mondo, nel privato era una persona semplicissima: quando andavamo a trovarlo era sempre una festa perché apprezzava moltissimo i suoi amici Ticinesi ed è capitato di cenare con lui in cucina, accompagnati da cibi buonissimi, ma soprattutto dalla sua simpatia.
Vedere l’affiatamento e la velocità con i quali il suo team preparava le pietanze era un vero spettacolo, un esempio di come lavorare in cucina può anche essere una straordinaria scuola di vita, dove per ottenere i risultati che ha raggiunto il suo ristorante, tutti indistintamente devono sempre dare il massimo.
Tornando a Benoît, era una persona di un dinamismo impressionante, aveva appena finito di pubblicare un libro di 1000 pagine dedicato alla caccia e stava organizzando un importante concorso dedicato ai giovani, mai fermo, sempre disponibile e con una giornata che non finiva mai.
La vita del cuoco, che sia un 3 stelle Michelin o che cucini in un grotto, ha le stesse problematiche: l’impegno per tutti coloro che lavorano in questo mondo è enorme, non hanno orari, oltre alle grandi responsabilità e, purtroppo, è inevitabile anche lo stress. E’ difficile accettare che una bella persona come Benoît, all’apice del suo successo e osannata nei 5 continenti, oggi non sia più con noi. Non solo per il suo ruolo nel mondo della gastronomia, ma in special modo per il suo sorriso. E’ con questa immagine che voglio ricordare chef Violier, ma soprattutto Benoît.
Dany Stauffacher