CRONACA
Il vescovo Lazzeri sul massacro di Nizza ai funerali di Linda: "C'è in tutti noi un fortissimo senso di ribellione alla barbarie. Non dobbiamo soffocarlo con dichiarazioni politicamente corrette. Ma non diamo al male l'onore dell'ultima parola. Non perdia
L'omelia pronunciata alle esequie della vittima ticinese: “Non può durare per sempre ciò che oggi ci opprime e ci toglie il respiro. Il male non appartiene all’origine della vita..."
POLITICA E POTERE

Strage di Nizza. Il cordoglio del Consiglio di Stato per Linda Casanova Siccardi e tutte le vittime dell'attentato: "A cinque anni da Marrakech il nostro Cantone ancora colpito dalla violenza assurda del terrorismo"

15 LUGLIO 2016
POLITICA E POTERE

Strage di Nizza. Il cordoglio del Consiglio di Stato per Linda Casanova Siccardi e tutte le vittime dell'attentato: "A cinque anni da Marrakech il nostro Cantone ancora colpito dalla violenza assurda del terrorismo"

15 LUGLIO 2016
CASLANO - “Arrabbiarsi è normale ma non dobbiamo perdere la nostra umanità”. Lo ha detto ieri il vescovo di Lugano, Valerio Lazzeri, nell’omelia pronunciata a Caslano, nella chiesa di San Cristoforo, per l’ultimo saluto a Linda Casanova Siccardi, la ticinese di 54 anni rimasta vittima dell’attentato di Nizza. Le parole del vescovo sono state riportate oggi dal Corriere del Ticino.

“Il dolore per una morte come quella di Linda è immenso e complesso – ha detto il vescovo – stravolge le nostre capacità di dire e di ascoltare. Ma non c’è solo la sofferenza per l’interruzione improvvisa di una vita bella e intensa, nel pieno della sua maturità e della sua capacità di donarsi. C’è anche in tutti noi, fortissimo, un senso di ribellione alla barbarie da cui è stata provocata una simile tragedia”.

“Non ci deve stupire questo tumulto interiore – ha aggiunto – e non ci è chiesto di soffocarlo per sostituirlo con dichiarazioni politicamente corrette. Possiamo però fare qualcosa perché questo groviglio di percezioni disordinate non ci avveleni inutilmente e aumenti la frustrazione. Dobbiamo continuare a essere umani, mantenere la nostra dignità e custodire la fiamma preziosa del nostro essere stati chiamati alla vita”.

E ha concluso: “non può durare per sempre ciò che oggi ci opprime e ci toglie il respiro. Il male non appartiene all’origine della vita, non è coetaneo con ciò che vi è di sorgivo, di fresco, di genuino del nostro essere venuti al mondo. Il male è sempre un subentrante successivo, secondario, del nostro essere chiamati all’esistenza. Per vincerlo, occorre non dargli mai l’onore dell’ultima parola”.

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