E ha concluso: “non può durare per sempre ciò che oggi ci opprime e ci toglie il respiro. Il male non appartiene all’origine della vita, non è coetaneo con ciò che vi è di sorgivo, di fresco, di genuino del nostro essere venuti al mondo. Il male è sempre un subentrante successivo, secondario, del nostro essere chiamati all’esistenza. Per vincerlo, occorre non dargli mai l’onore dell’ultima parola”.