Al di là del volume della salma, che è stata avvolta in un tappeto, gli investigatori ritengono che la conformazione interna della casa e la particolare disposizione del mobilio, rende poco credibile il fatto che il cognato della vittima abbia agito da solo. Una delle ipotesi è dunque che qualcuno abbia aiuta M.E. a sbarazzarsi del corpo della vittima, o quantomeno a caricarlo sull’auto per portarlo oltre confine, nei boschi di Rodero. Anche se il 42enne, che resta per ora l’unico indagato, non ha fornito indizi concreti in tal senso e non sono stati trovati elementi a sostegno di questa tesi.