Il 42enne finora aveva sempre negato l’omicidio, ammettendo solo di aver trovato Nadia già morta nella casa dove la giovane donna abitava con la madre, venerdì 14 ottobre. L’uomo, che lavora come informatico alla SUPSI, è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere: aveva ammesso di aver avvolto il corpo della cognata in un tappeto, traportandola poi in auto nei boschi di Rodero, dove l'aveva abbandonata, a pochi passi dal confine di Gaggiolo.