Più articolata e "filosofica" la riflessione di S.I: "Sono favorevole alla libertà di stampa, ma il tuo articolo è davvero discutibile. Se da un lato hai ragione nel dire che la collettività non deve caricarsi di questo peso, sopratutto e in special modo in casi di decisioni più di pancia che di testa, di persone depresse ma non con malattie invalidanti in modo pesante o addirittura con prognosi infauste, dall'altro inciti una persona a COINVOLGERE FORZATAMENTE qualcuno nel suo suicidio, nello specifico paramedici, polizia, pompieri etc. Perchè se uno si impicca, la polizia è obbligata a fare le rilevazioni del caso, idem se si getta da un ponte o sotto a un treno, traumatizzando inoltre sia il macchinista che i passeggeri. Se uno scegliesse di suicidarsi con una dolce morte (con un pentabarbiturico ad esempio) sarebbe sorvegliato da una persona/team di persone FORMATE (ci si aspetta quantomeno lo siano) a quel tipo di operazioni, lo stesso non vale/varrebbe/dovrebbe valere perentoriamente per qualsiasi altro professionista in caso di suicidio violento. Inoltre dietro la psicologia del suicidio c'é anche l'aspetto dimostrativo/teatrale, che può/potrebbe avere conseguenze molto pesanti su persone ignare/non preparate (e qua parliamo anche di bambini/giovani) che loro malgrado si trovano/troverebbero/troveranno ad assistere alla macabra scena. Mi viene da porti una domanda: preferiresti che una persona la faccia finita in casa sua sdraiata sul letto dopo aver organizzato il proprio funerale da vivo, oppure preferiresti dover allungare di 7 ore il viaggio in treno fino al museo dei trasporti di lucerna con i tuoi figli (se ne hai) perchè un depresso, seguendo il tuo consiglio, si è gettato sotto al tuo treno all'entrata della galleria del San Gottardo, bloccando il/i treni in direzione nord per il tempo di ripulire tutto, rischiando di permettere ai tuoi figli, come ai figli di qualcun'altro la visione di una scena poco simpatica e dovergli giustificare quanto assistito? Ti ripeto, capisco bene che il tuo articolo ha l'obiettivo di inneggiare alla vita e scongiurare chi abusa del sistema per un atto potenzialmente evitabile e posso dirmi completamente d'accordo con te, ma, e qua ti vorrei rivolgere un altra domanda piuttosto filosofica alla quale ammetto già che non saprei nemmeno io cosa rispondere: "Vivere è un diritto o un dovere?" Detto questo, ti saluto e spero di non esserti sembrato inopportuno nella mia risposta".