CRONACA
Corano: sì al divieto di distribuirlo per strada in Svizzera. Queste "bancarellate" sono un atto politico dal valore simbolico e provocatorio: piantano una bandierina, facendoci marameo
Non dobbiamo far altro che mutuare quanto fanno (e fanno benissimo a farlo) i Paesi islamici più avanzati, nei quali c'è spazio per culture e religioni diverse, ma è chiarissimo a tutti chi è che comanda. Per usi e costumi
di Andrea Leoni

Sono favorevole al divieto di distribuzione del Corano per le strade della Svizzera. Il Libro è molto facile da reperire nelle librerie, nelle biblioteche e su internet, per chi è interessato a leggerlo. Chi invece vuole approcciare il testo sacro per un desiderio di conversione, non ha che da recarsi in un centro islamico e compiere il suo percorso in piena libertà.

 

Distribuire il Corano sul suolo pubblico è invece un'opera di proselitismo. Un'azione non solo religiosa ma politica, soprattutto in questo delicato periodo storico. E spesso sono le associazioni più ambigue, se non proprio in odor di radicalismo, a organizzare queste "bancarellate".

 

L'Islam è una grande religione e una grande cultura di una parte del Mondo. E per questo va seguita con interesse e riguardo. Ma non è una grande religione e una grande cultura dell'Occidente. Non fa parte delle nostre radici identitarie. Pertanto, essendo così semplice reperire il Corano, la distribuzione per strada assume un valore simbolico e provocatorio: è come piantare una bandierina, facendoci marameo.

 

E allora no: diventa una mancanza di rispetto per le regole e le tradizioni antichissime della casa, la nostra, che meritano altrettanto interesse e altrettanto riguardo di quelle islamiche.

 

È mia profonda convinzione che per evitare assurde derive islamofobe, va chiarito molto bene il posto che l'Islam può avere nella nostra società. Va benissimo finché si tratta di libertà di culto e di pari diritti e doveri per le persone - ci mancherebbe altro: sono due dei nostri valori fondamentali - ma non può essere parificato in alcun modo politicamente, culturalmente e socialmente, alle religioni e al pensiero su cui l'Occidente è stato edificato nei secoli dei secoli.

 

Non dobbiamo quindi far altro che mutuare quanto fanno (e fanno benissimo a farlo) i Paesi islamici più avanzati, nei quali c'è spazio per culture e religioni diverse, ma è chiarissimo a tutti chi è che comanda. Per usi e costumi.

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