CRONACA
Gobbi e Cocchi spiegano come e a quali condizioni verranno impiegati i rinforzi confederati di polizia per gestire i flussi migratori. E di ritorno da Berna ci mandano un selfie. Il comandante: "Opereranno sul territorio e non al confine". Il ministro: "E
Il ministro: "Al momento gli sbarchi in Italia sono superiori a quelli dell’anno scorso, mentre la pressione sul confine ticinese è inferiore. Forse i migranti hanno cercato altre vie, sapendo che da noi i controlli ci sono. Ma dobbiamo essere pronti, perché i flussi sono imprevedibili”
BERNA – Di ritorno in auto dalla missione a Berna, il ministro delle Istituzioni, Norman Gobbi, e il comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi, spiegano come e a quali condizioni verranno impiegati in Ticino i circa trenta agenti messi a disposizione dagli altri corpi svizzeri di polizia per gestire i problemi legati ai flussi migratori
.

“Diciamo subito che questi agenti arriveranno in Ticino soltanto se la situazione, nel corso dell’estate, dovesse farsi critica e se dovessimo avere bisogno di rinforzi per poter garantire la sicurezza durante i principali eventi che ci saranno in Ticino, penso in particolare al Festival del film di Locarno. Insomma, se una parte considerevole delle nostre risorse dovesse essere assorbita dall’emergenza migranti, sganceremo la pianificazione in modo che fino a una trentina di agenti provenienti da altri cantoni possano darci manforte nei controlli sul territorio e, lo ribadisco, non al confine”.

Questo supporto, aggiunge Cocchi, “ci permetterà di mantenere attive le diverse operazioni che già sono in atto sui principali assi di comunicazione: strade, ferrovia e stazioni. L’idea è partita dai comandanti dei cantoni di confine, Ticino, Grigioni e Vallese, e ha ottenuto il pieno appoggio dei colleghi. Così, grazie a una pianificazione lungimirante, il dispositivo di sostegno interforze potrà essere attivato tempestivamente in caso di necessità”.

“È positivo – aggiunge Gobbi - che i nostri colleghi confederati abbiano deciso di sostenere i cantoni di frontiera: hanno capito che il problema dei flussi migratori non è solo nostro, ma incide sul sistema di controllo nazionale. Evitare le presenze illegali su tutto il territorio elvetico è nell’interesse anche delle grandi città e dei cantoni settentrionali. Al momento attuale gli sbarchi in Italia sono superiori a quelli dell’anno scorso, mentre la pressione sul confine ticinese è inferiore. Forse i migranti hanno cercato altre vie, sapendo che da noi i controlli ci sono. Ma dobbiamo essere pronti, perché anche l’anno scorso siamo stati confrontati a un repentino aumento di arrivi, e i flussi sono imprevedibili”.

emmebi

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