La bimba, Sofia Zago, residente in Trentino, non era stata di recente all’estero nelle zone dove è facile contrarre la malattia. E questo sta creando parecchio allarme in Italia, dove gli specialisti si stanno mobilitando per indagare le cause del contagio. Si parla infatti di un caso di malaria autoctona

“È la prima volta in trent’anni di carriera che assisto ad un caso di malaria autoctona in Trentino”, ha spiegato Claudio Paternoster, il primario di malattie infettive all’ospedale Santa Chiara di Trento.
La bimba era reduce da una vacanza con i genitori a Bibione, in Veneto. Sabato è stata portata al pronto soccorso pediatrico di Trento con una febbre molto alta. Ma quando le è stata diagnosticata la malattia, Sofia - inizialmente ricoverata a pediatria e poi spostata a terapia intensiva -è stata trasferita d’urgenza a Brescia. È deceduta tra domenica e lunedì.
La malattia è diffusa prevalentemente nell’Africa Sub-sahariana, in Asia, in America centrale e del Sud. Presuppone, però, la frequentazione di luoghi abitati da un tipo particolare di zanzare. “Per la nostra conoscenza non esistono in Trentino e in Italia vettori idonei alla trasmissione della malaria”, ha spiegato sempre Paternoster.
E allora cosa può essere successo? Per ora siamo alle ipotesi. C’è chi parla di cambiamenti climatici che potrebbero aver favorito l’adattamento di qualche specie di zanzara capace di trasmettere la malattia, giunta magari in Italia attraverso qualche bagaglio. Si sta anche indagando su un ricovero precedente della bambina nel reparto di pediatria del Santa Chiara, nello stesso periodo (dopo Ferragosto) in cui erano ricoverati due bambini che avevano contratto la malattia in Africa, e che poi erano guariti. Ma la malaria si contrae solo molto raramente da persona a persona, generalmente si trasmette tramite punture d’insetto.