CRONACA
Mesut Özil dice addio alla Germania: "Razzismo intollerabile, trattato come uno diverso"
Il centrocampista dell'Arsenal si è sfogato sui social: "La foto con Erdogan? L'avrei fatta comunque al di là del momento delle elezioni"
© Keystone / Ti-Press / Samuel Golay

BERLINO – Non sono giorni facili per il calciatore dell'Arsenal Mesut Özil, bersagliato dalle critiche dei tifosi in seguito alla prematura eliminazione dai Mondiali in Russia della 'sua'Germania.

Il centrocampista di origini turche – campione del mondo con la Mannschaft nel 2014 – ha annunciato l'addio alla nazionale tedesca tramite una lunga lettera pubblicata su Twitter nella quale ha toccato temi scottanti come integrazione e razzismo.

"Sono tedesco quando vinciamo e immigrato quando perdiamo. Questo perché nonostante paghi le tasse in Germania, ho fatto donazioni a istituti scolastici tedeschi e vinto il mondiale nel 2014, non sono ancora accettato dalla società".

E ancora: "Ma ci sono dei criteri per essere pienamente tedesco? Forse perché sono turco?, o perché sono mussulmano?", si domanda Özil. "Sono nato e cresciuto in Germania, eppure le persone non accettano che sono tedesco, sono trattato come uno diverso. E il razzismo non può essere tollerabile".

"Ho due cuori – scrive il centrocampista di proprietà dell’Arsenal –, uno tedesco e uno turco. Mia madre mi ha insegnato e trasmesso i valori del rispetto, chiedendomi di non dimenticare le mie origini”.

Gran parte della popolazione tedesca non accettò di buon grado la foto del calciatore insieme al presidente turco Erdogan. E di questo Özil ne è a conoscenza. “Capisco che sia difficile da capire, e che nella maggior parte dei casi il leader politico non può essere pensato in maniera separata dalla persona, ma in questo caso è diverso”.

“Al di là del momento delle elezioni – conclude il calciatore 29enne –, io quella foto l’avrei fatta comunque”.

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