Cronaca
15.02.2019 - 19:410
Aggiornamento 17.02.2019 - 16:13

All'EOC comando io... Spunta un sms di Paolo Sanvido nel quale offre il primariato di cardiologia al co-primario del Cardiocentro. Il presidente dell'Ente Ospedaliero segnalato a Governo e Procura

Sanvido: "Dispiaciuto che un simile messaggio sia ora utilizzato con altri fini nella vicenda che tocca Ente Ospedaliero e Cardiocentro"

LUGANO – Un sms che farà discutere. E il titolo, come quello del Quotidiano della RSI, che ha rivelato questa sera la notizia, potrebbe essere “proposta indecente”. Lo ha inviato il presidente dell’Ente Ospedaliero Cantonale, Paolo Sanvido, al co-primario del Cardiocentro, Giovanni Pedrazzini.

 

“Ti offro il primariato della cardiologia all'EOC, puoi chiedere tutto quello che vuoi"… Questo, come riferisce la RSI, è in sostanza la proposta di Paolo Sanvido al cardiologo. Insomma, come se fosse lui a decidere nomine e assunzioni nell’ente ospedaliero pubblico.

 

Un'avance che risale a metà gennaio, dopo la nomina di Tiziano Cassina a direttore sanitario dell’Ospedale del cuore. E proprio facendo leva su questa nomina, Sanvido ha cercato di convincere il professor Pedrazzini a cambiare ‘squadra’.

 

L'avvocato Marco Bertoli, patrocinatore del cardiocentro, ha così scritto al Consiglio di Stato, denunciando il comportamento, giudicato scorretto, di Sanvido. E, evocando il ruolo di vigilanza del Governo sull’Ente Ospedaliero Cantonale, ha chiesto di verificare l’accaduto. Anche perché l'sms pare proprio un'offerta di lavoro, ma in ambito pubblico le nomine dovrebbero essere soggette a concorso. Altra domanda: quanti all'interno del consiglio di amministrazione, nel quale siede anche il ministro della sanità, Paolo Beltraminelli, sapevano di quel messaggio?

 

Potrebbe esserci stato un abuso di autorità, un reato perseguibile d'ufficio. Per questo, la lettera, che si articola in 4 pagine, è stata inviata anche al procuratore generale Andrea Pagani. Non si esclude l’ipotesi che il Cardiocentro possa  presentare una querela di parte per un altro reato: concorrenza sleale.

 

Il Cardiocentro denuncia una mancanza di credibilità e di fiducia nel rapporto con l'ente. Rapporto già difficile a causa delle numerose discussioni sul futuro dell'istituto: da una parte chi vorrebbe restasse un ente autonomo; dall'altra chi invece vorrebbe passasse in mano pubblica entro la fine del 2020, rispettando così una convenzione firmata negli anni 90.

 

Paolo Sanvido ha dichiarato alla RSI di non ritenere riprovevole un messaggio personale inviato a un amico, e si è dichiarato "dispiaciuto che un simile messaggio sia ora utilizzato con altri fini nella vicenda che tocca Ente Ospedaliero e Cardiocentro".

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