Cronaca
12.03.2019 - 18:070
Aggiornamento 13.03.2019 - 15:48

Ricerca e sviluppo a Magadino: Igor Canepa racconta la nascita e gli obiettivi di Swiss Helicopter Engineering

Il pilota dirige la nuova società che lavora a stretto contatto con la SUPSI. E della sua candidatura al Gran Consiglio dice: "Vorrei portare una visione della terza dimensione"

GORDOLA - Il 1° gennaio è nata all’aeroporto di Magadino la società Swiss Helicopter Engineering, la cui direzione è stata affidata a Igor Canepa.

Canepa ha 35 anni appena compiuti, una formazione di disegnatore meccanico e di ingegnere gestionale. La sua carriera nell’aviazione è iniziata nel ’99, anno in cui ha ottenuto la licenza per il volo in aliante. Poi ha seguito il curriculum per diventare pilota militare ma non avendo passato l’ultima selezione ha deciso di continuare la carriera come pilota civile. E nel 2006 ha terminato la scuola per diventare pilota di elicottero.

Nel frattempo ha continuato a lavorare come assistente di volo e come impiegato nel settore della coordinazione tecnica. Dopo un periodo in Kosovo con l’esercito è tornato a Magadino come responsabile dell’aeronavigabilità per l’allora Eliticino, le cui operazioni di volo sono oggi confluite nella Swiss Helicopter. Canepa collabora inoltre come inquirente esterno per il Servizio svizzero di inchiesta sulla sicurezza, e interviene dunque in collaborazione con le autorità in caso di incidenti aviatori. Nota politica: ha deciso di candidarsi per il Gran Consiglio nelle fila del PLR.

 

Lo scopo della Swiss Helicopter Engineering, spiega, “è fare ricerca e sviluppo e supportare le attività del gruppo, dalla manutenzione alla vendita di velivoli, fino alla consulenza a clienti che hanno bisogno di servizi particolari. Grazie al supporto di due giovani ingegneri della SUPSI sviluppiamo nuove tecnologie, soprattutto nell’ambito della cooperazione tra elicotteri e droni, e applicazioni di sicurezza. Stiamo per esempio lavorando a un sistema che consentirà di intercettare la presenza di piccoli droni nelle zone di volo degli elicotteri, in modo che il pilota possa effettuare le manovre anticollisione evitando incidenti come quello avvenuto lo scorso anno sopra la diga della Verzasca. In questo ambito collaboriamo con il Dipartimento DTI - ISEA della SUPSI, laboratorio TTHF che si occupa delle radiofrequenze e abbiamo un team di ricerca che si sta occupando di testare le tecnologie”.

 

I droni, aggiunge Canepa, non sono di per sé un pericolo per gli elicotteri. “Il problema sta nel loro impiego, soprattutto da parte di persone che non capiscono che non sono gli unici utilizzatori dello spazio aereo. La questione di fondo è dunque la mancanza di formazione da parte di chi utilizza i droni”.

 

I droni vengono anche impiegati in caso di incendi boschivi. “Durante gli incendi di inizio anno – racconta Canepa -abbiamo utilizzato il drone che abbiamo in dotazione a Magadino: un apparecchio speciale di stazza superiore ai 30 chili, che vola sotto autorizzazione dell’Ufficio aereo, ed è dotato di una telecamera termica in grado di individuare anche bracieri sotterranei. Direi che il suo utilizzo è stato molto utile e ha consentito ai pompieri di ottenere dati importanti per operare sul terreno”.

 

Per chiudere, una brevissima riflessione sulla politica. Perché una persona che ama il volo e gli spazi aperti decide di candidarsi al Gran Consiglio? “Proprio per portare una visione della terza dimensione – risponde Canepa -. Un punto di vista diverso dal quale guardare i problemi. Penso che questo tipo di sguardo possa contribuire a decidere più in fretta, a valutare meglio o diversamente certe situazioni e a proporre soluzioni alternative”.

 

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