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Ultimo aggiornamento: 19.10.2019 11:14
Cronaca
05.04.2019 - 12:410
Aggiornamento : 16:52

Locarno, la nuova vita di Casorella. Giuseppe Cotti: "Così valorizziamo un patrimonio artistico di 4'500 opere che valgono 38 milioni"

Il palazzo fa parte del complesso del Castello Visconteo, e a seguito di un importante intervento di restauro e riorganizzazione, è oggi diventato la nuova sede delle collezioni d’arte cittadine

LOCARNO – Sabato 6 aprile verrà inaugurato a Locarno il nuovo Museo di Casorella. La sontuosa dimora fu costruita intorno agli anni 1580-90 dal cavaliere Andrea Lussi. La denominazione “Casorella” deriva dalla contrazione di “Casa degli Orelli”, nobile famiglia locarnese che ne entrò in possesso in seguito.

 

A fare gli onori di casa, insieme al sindaco, Alain Scherrer, sarà il municipale Giuseppe Cotti, capodicastero cultura.

Il palazzo fa parte del complesso del Castello Visconteo, e a seguito di un importante intervento di restauro e riorganizzazione, è oggi diventato la nuova sede delle collezioni d’arte cittadine. Un patrimonio artistico che conta circa 4’500 opere, tra dipinti, sculture e stampe.

“Il progetto – ha spiegato Cotti in un’intervista sul periodico “X Locarno”, distribuito nelle sorse settimane - nasce da una visione del direttore dei Musei, Rudy Chiappini, e intende valorizzare un patrimonio che conta circa 4'500 opere, per un valore stimato in 38 milioni di franchi: dalla donazione Bianconi alla donazione Arp, fino alla fondazione Franzoni”.

 

La prossima tappa sarà il Castello… “Come capo dicastero ci penso da anni - ha aggiunto Cotti -. Avere questo monumento storico e non ridargli splendore è come tenere una Ferrari in garage. Certo, serve un’importante opera di restauro e per questo come Municipio abbiamo chiesto un credito di 350'000 franchi per la progettazione. Poi passeremo alla fase di concorso di restauro degli spazi interni ed esterni e vedremo quali saranno i risultati, ci lasceremo sorprendere”.

 

 

Forse, ha ammesso il municipale, “sulla cultura a Locarno siamo rimasti un po’ indietro, ma c’erano altre priorità. Ora stiamo recuperando, perché la cultura ha una forte valenza per il turismo, che è uno dei motori economici della regione”.

 

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