CRONACA
Gli impresari costruttori accusano: "I committenti pubblici federali non fanno nulla per aiutarci"
La pandemia e i costi legati al dover applicare il distanziamento sociale e le norme igieniche sono importanti per il settore, ma nonostante ciò e nonostante quanto consigliato, si preferisce la via bilaterale nelle trattative coi cantieri

BELLINZONA - Da un lato, l'orgoglio di aver assunto 78 nuovi apprendisti, garantendo la continuità per quanto concerne la formazione, dall'altro la delusione delle discussioni intavolate negli scorsi mesi dalle Associazioni nazionali del settore (tramite Costruzionesvizzera) con la Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici (KBOB). Ci sono gioie e dispiaceri, insomma, al momento, per la Società Svizzera Impresa Costruttori, sezione Ticino.

Prima i sorrisi: "L'Ufficio presidenziale della Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino comunica, con soddisfazione, che la campagna per l’assunzione di nuovi apprendisti muratori ha dato i frutti sperati. Il numero di nuovi contratti d’apprendistato è di fatto in linea con gli anni
precedenti, questo nonostante il periodo sicuramente incerto e impegnativo per le aziende. Una risposta veloce e concreta è stata data dalle imprese di costruzione ticinesi con una dimostrazione della volontà di far fronte ad un periodo di difficoltà continuando ad investire nella formazione dei nostri giovani, dando loro delle importanti possibilità di crescita. A livello di apprendisti muratori del primo anno ci si trova infatti in linea con gli anni precedenti avendo sottoscritto, ad oggi 78, nuovi contratti".

Si cercava invece un accordo per aiutare le imprese a compensare una parte dei costi supplementari dovuti alla pandemia di Covid-19, ma le discussioni non sono andate a buon fine. "Contrariamento a quanto successo nella formazione dei nostri giovani, tenuto conto anche della situazione sicuramente particolare in cui ci si trova, stupisce che a livello di committenti pubblici federali sia stata preferita la via della trattativa bilaterale eseguita per ogni singolo cantiere", lamenta il SSIC. "Tutto questo nonostante le raccomandazioni emesse dalla
KBOB indichino chiaramente la possibilità, per le imprese di costruzione, di rivendicare diversi aspetti legati alla pandemia, sulla base dei costi effettivi sostenuti, in percentuale sui prezzi unitari o su valori di riferimento riconosciuti. È infatti chiaro a tutti che le norme igieniche accresciute e di distanziamento sociale ostacolano il lavoro rispetto a quanto normalmente previsto prima della pandemia e ci si sarebbe dunque aspettati, per i contratti in essere (quindi che non potevano tener conto di questa situazione) un minimo riconoscimento generalizzato degli oneri aggiuntivi. Ciò avrebbe contribuito a bilanciare la tanto decantata simmetria dei sacrifici. Purtroppo, così non è stato".

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