CRONACA
Tragedia, il tennista paralimpico Silvestrone muore assieme a due dei suoi figli
L'uomo, affetto da sclerosi multipla, ha perso il controllo della sua vettura e è finito contro un camion che arrivava in quel momento in direzione opposta. Lo strazio della moglie: "L'ho scoperto dal web"

GROTTAMMARE - Da anni combatteva contro la sclerosi multipla e nel mentre era diventato un tennista paralimpico e si era costruito una bellissima famiglia con tre figli: caratterizzato da un enorme spirito e dalla forza di volontà, questa volta nulla ha potuto contro il destino. Andrea Silvestrone è deceduto in un tragico incidente, assieme a due dei suoi figli.

Una notizia che ha lasciato sotto shock lo sport paralimpico italiano. Silvestrone stava guidando lungo la A14 quando all'altezza di Grottammare  ha preso una canaletta perdendo il controllo del mezzo. Ha provato a controsterzare ma è finito contro il camion che passava in quel momento. Nel frontale sono morti lui, la figlia 14enne Nicola e il figlio di 8 anni, Brando. Il 12enne Diego invece lotta tra la vita e la morte.

"Mi resta solo lui, adesso vivrò per lui", sono le strazianti parole di Barbara, moglie di Andrea. "Prego e spero".

Ad un amico di famiglia, il sindaco di Montesilvano, la donna ha raccontato come ha scoperto dell'incidente. Un dettaglio toccante, incredibile, che acuisce ancora di una tragedia difficile da descrivere a parole. Aveva chiamato varie volte il marito, senza risposta. A quel punto è arrivato un presentimento, tanto che su Google ha digitato "Andrea Silevstrone incidente" e ha letto la cronaca di quanto era accaduto. Non era ancora stata avvisata che il padre dei suoi figli e due dei suoi ragazzi avevano perso tragicamente la vita.

A Silvestrone la malattia era stata diagnosticata a 33 anni, ma non si era abbattuto. Aveva conosciuto nel mentre Barbara, con cui aveva costruito la sua famiglia ed era divenuto tennista paralimpico. Per qualche settimana era stato il numero 1 in Italia nel suo sport e nella categoria quad (coloro che hanno difficoltà di movimento in tutti gli arti), il 29esimo nel ranking mondiale e sognava di partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo. Stava anche per ricevere una laurea honoris causa in Tecnica e Metodologia dell'allenamento alla Facoltà di Scienze e Tecniche dello Sport di Isofoa. 

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