CRONACA
False ricette per morfina e maltrattamenti in famiglia: arrestato medico comasco
L’uomo è stato sospeso dalla professione per un anno. A suo carico anche l’accusa di comportamenti violenti verso i genitori, a cui nome intestava le prescrizioni di stupefacenti che venivano poi cedute a terzi

COMO - Un medico di guardia, operante presso il servizio di continuità assistenziale di Como, è finito in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate, truffa aggravata ai danni del sistema sanitario nazionale e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Ne dà notizia il quotidiano “La Provincia di Como”. Il 42enne, pneumologo mancato, è arrestato mercoledì nella sua casa di Albate dai poliziotti della squadra mobile di Como e dalle Fiamme Gialle.

A suo carico sei capi d’accusa, ipotizzati dal pubblico ministero della città lariana Michele Pecoraro, che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice Carlo Cecchetti. Secondo quanto emerso dalle indagini il medico si sarebbe procurato negli ultimi due anni 8.500 dosi di morfina, approfittando del contratto con Ats Insubria in qualità di medico di guardia, intestando le ricette mediche agli anziani genitori. Lo stupefacente in realtà non era da loro utilizzato, ma veniva ceduto a terze persone.

Dall’inchiesta sono emersi anche comportamenti violenti (maltrattamenti e lesioni) nei loro confronti, anche se non risultano denunce sporte dai due anziani.

A causa di queste gravi accuse, il medico è stato anche sospeso per un anno dalla professione.

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