CRONACA
Cieli incrociati, destini spezzati: il dramma del Potomac
Collisione aerea a Washington: tra le vittime anche i leggendari pattinatori russi Shishkova e Naumov. Almeno 18 morti, si cercano superstiti  

WASHINGTON - Tragedia nei cieli sopra Washington. Un aereo passeggeri e un elicottero militare si sono scontrati in volo, intorno alle 21 ora locale, precipitando nelle acque gelide del fiume Potomac. La tragedia è avvenuta durante la fase di atterraggio del volo American Airlines AA5342, un CRJ700 della compagnia regionale PSA in arrivo da Wichita, Kansas. A bordo, 64 persone, tra cui un gruppo di pattinatori statunitensi e i campioni mondiali russi del 1994, Evgenia Shishkova e Vadim Naumov, di ritorno dai campionati nazionali svoltisi lo scorso fine settimana.

Secondo le prime informazioni diffuse dalla CBS, almeno 18 corpi sono stati recuperati senza vita, mentre quattro persone sono state estratte vive dal relitto. L’elicottero coinvolto, un Sikorsky H-60 dell’esercito USA, era impegnato in un volo di addestramento.

L’incidente ha immediatamente sollevato interrogativi sulla sicurezza del traffico aereo nella capitale americana, dove l’intenso flusso di voli commerciali, jet privati ed elicotteri militari aumenta il rischio di collisioni.

Le autorità federali escludono l’ipotesi di terrorismo, ma restano da chiarire le dinamiche dello schianto: il velivolo passeggeri era perfettamente allineato per l’atterraggio sulla pista 33 dell’aeroporto Ronald Reagan, mentre l’elicottero sembrerebbe non aver evitato l’impatto.

Il presidente USA Donald Trump ha commentato duramente l’accaduto sui social, sollevando dubbi sulla gestione del traffico aereo: “Era una notte limpida, le luci dell’aereo erano accese. Perché l’elicottero non ha cambiato rotta? Perché la torre di controllo non ha dato istruzioni più precise? Una tragedia che si poteva evitare”.

Intanto il Cremlino ha confermato la presenza dei due celebri pattinatori russi tra le vittime. Secondo John Maravilla, pattinatore statunitense, sull’aereo viaggiavano anche almeno 14 atleti americani, oltre ai loro allenatori e familiari. Un’intera generazione di talenti spazzata via in un istante.

Mentre le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, Washington si risveglia sotto shock, con un tragico interrogativo: questa catastrofe era davvero inevitabile?

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