CRONACA
Salmone, paté e tartare: l’indagine sulla sicurezza dei cibi delle feste promuove (quasi) tutti
Su 43 campioni analizzati dal Laboratorio cantonale in 33 esercizi ticinesi, solo 2 non risultano conformi: carenze nei processi di produzione o conservazione, ma nessun rischio diretto per la salute

BELLINZONA – Salmone affumicato, paté, terrine e tartare: sono i protagonisti delle tavole natalizie, ma anche alimenti che, per le loro caratteristiche, possono rappresentare un terreno favorevole alla proliferazione di batteri come la Listeria monocytogenes. Per questo motivo, il Laboratorio cantonale del Canton Ticino ha condotto anche nel corso del 2025 un’indagine sulla qualità microbiologica di questi prodotti “pronti al consumo”, con particolare attenzione al periodo festivo.

I tecnici hanno analizzato 43 campioni, prelevati presso 33 esercizi commerciali distribuiti sul territorio cantonale. I prodotti esaminati comprendevano: 14 campioni di paté, 13 campioni a base di pesce crudo o affumicato, 6 campioni di tartare di carne, 10 piatti pronti di gastronomia (tra cui il vitello tonnato).

Il risultato è rassicurante: nessun campione è risultato positivo a batteri gravi come Listeria monocytogenes o Salmonella. Tuttavia, due campioni sono risultati non conformi agli standard igienici previsti: uno per presenza eccessiva di Stafilococchi coagulasi-positivi, l’altro per un livello troppo elevato di germi aerobi mesofili, indicatori di carenze igienico-sanitarie nei processi di produzione o conservazione.

Sebbene i dati siano nel complesso positivi, le autorità sanitarie invitano alla prudenza, ricordando alcune regole fondamentali:

    • conservare sempre i prodotti a temperature inferiori ai 4°C
    • consumarli rapidamente dopo l’acquisto
    • per i soggetti a rischio, evitare il consumo di alimenti crudi potenzialmente contaminabili, come il salmone affumicato, le tartare e i paté.

La raccomandazione si estende anche alle aziende produttrici, chiamate a rafforzare le pratiche igieniche lungo tutta la filiera – dalla lavorazione alla distribuzione – per garantire la sicurezza alimentare, soprattutto nei periodi di maggiore consumo.

L’indagine si chiude dunque con un bilancio rassicurante, ma non privo di alert: la qualità microbiologica complessiva è buona, ma i margini di miglioramento restano, soprattutto sul fronte dell’igiene nella manipolazione degli alimenti. E mentre ci si prepara a condividere pranzi e cene in famiglia, resta valida una semplice regola di buon senso: festeggiare sì, ma con attenzione anche a ciò che si porta in tavola.

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