CRONACA
Crans-Montana: l'apocalisse e la complessità dell'orrore
Il presidente del Governo vallesano: "Per alcune famiglie sarà necessario avere molta pazienza". Le difficoltà dei medici legali spiegate in cinque punti

CRANS MONTANA - L’apocalisse, come la chiama il presidente del Consiglio di Stato del Vallese Mathias Reynard, pone domande che si strozzano in gola. Quanti sono i morti? Come si chiamano le vittime e i feriti sfigurati dalle fiamme? Quanto dovranno attendere le famiglie, degli uni e degli altri, per avere risposta?

Il prima possibile è l’obbiettivo della autorità ma è una dimensione temporale incerta, senza una scadenza precisa. L’apocalisse non conosce urgenza o umanità. Reynard ha incontrato in paese alcune famiglie investite dalla tragedia. Nelle sue parole al Corriere del Ticino, c’è il calore della sofferenza e il gelo della verità: “Ho potuto innanzitutto essere presente, stringere le persone tra le braccia, esserci semplicemente come essere umano. Poi anche che, purtroppo, a molte domande non abbiamo ancora risposte. Qui regna un sentimento di paura e incertezza. Ci sono persone senza notizie dei propri cari, a volte dei propri ragazzi. È un’emozione assolutamente terribile. La situazione è talmente complessa che, purtroppo, per alcune famiglie sarà necessario avere molta pazienza”.

L’apocalisse divora, gli uomini ricostruiscono l’orrore. Il metodo e la logica, contro la sentenza disumana delle fiamme. Se ne occupa stamane il Tages Anzeiger, provando a raccontare la complessità dell’indicibile. Cinque i nodi, come le tappe di un sentiero verso gli inferi, che i medici legali devono affrontare in queste ore. Uno: per un'identificazione definitiva, la conferma visiva da parte di un parente di solito non è più sufficiente. In passato, questo ha provocato gravi errori. Impianti come pacemaker o articolazioni artificiali, consentendo un'identificazione immediata. Lo stesso vale anche per gli impianti dentali. Ma le vittime di Crans Montana sono per lo più ragazzi: difficili che si trovino queste prove.  Due: ci sono le impronte digitali o altre caratteristiche fisiche uniche. Tuttavia, soprattutto negli incendi, queste tracce, spesso non possono più essere raccolte. Il DNA resta l’unica opzione. Ma la corrispondenza con il profilo genetico delle vittime va riscontrata con i parenti più stretti. E la raccolta e l’elaborazione dei profili richiede tempo. Tre: in caso di incidenti aerei o durante grandi eventi, sono spesso disponibili elenchi di passeggeri o partecipanti. Nel caso di un bar liberamente accessibile, queste liste non ci sono. Il numero di potenziali vittime è molto più elevato. Ciò complica ulteriormente il processo di identificazione. Quattro: tutti questi problemi si amplificano quando le vittime provengono non solo dalla Svizzera, ma da tutto il mondo. Se l'identificazione del DNA è l'unica opzione rimasta, i campioni dei parenti devono essere ottenuti dall'estero. A differenza di una radiografia, questi non possono essere inviati via e-mail. Devono essere spediti o ritirati fisicamente. Cinque: la somma di questi problemi diventano lo scenario peggiore per i medici legali, quando un incidente si verifica in una località remota durante le festività natalizie. Ciò che è routine in un incidente stradale diventa un enorme problema di risorse in un incidente con decine di vittime. La pressione sui patologi per fornire risultati rapidi è decuplicata all’ennesima potenza, soprattutto quando le vittime sono numerose e l'impatto emotivo sulla popolazione è quello.

L’apocalisse è anche questa.


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