Dalle raccomandazioni per il caldo estremo al bilancio di una siccità da record: la situazione di fiumi, laghi e foreste rischia di restare critica fino all'autunno

LOCARNO – Era attesa, e puntualmente è arrivata: MeteoSvizzera ha diramato un'allerta canicola di grado 4 per il Ticino, valida da mezzogiorno di domani fino alle 20 del 5 agosto. Fanno eccezione Blenio, Leventina e Vallemaggia, dove il livello resta a 3. Le temperature massime attese sono comprese tra i 32 e i 36 gradi, con il rischio concreto di disturbi circolatori e malessere fisico legati al caldo estremo.
Tra i consigli diffusi da MeteoSvizzera: bere a sufficienza, almeno 1,5 litri al giorno, preferendo bevande non alcoliche e non zuccherate; rinfrescare il più possibile il corpo restando in luoghi ombreggiati e indossando abbigliamento adeguato, copricapo, occhiali da sole e creme solari; oscurare le finestre durante il giorno e arieggiare gli ambienti la notte e nelle prime ore del mattino; evitare sforzi fisici nelle ore più calde; contattare le persone vicine che rientrano nelle categorie a rischio; non lasciare mai persone o animali all'interno di veicoli parcheggiati.
Una siccità da record su gran parte della Svizzera
L'ondata di caldo in arrivo si inserisce in un contesto già segnato da una siccità eccezionale, che dall'inizio dell'estate colpisce la Svizzera e gran parte d'Europa. Le precipitazioni delle ultime settimane hanno portato un po' di sollievo in alcune zone, ma in numerose località il deficit pluviometrico resta a livelli record: secondo MeteoSvizzera, ci vorranno diversi mesi prima che corsi d'acqua e falde acquifere tornino a livelli normali su tutto il territorio nazionale.
La primavera e la prima metà dell'estate 2026 risultano tra le più secche mai registrate: da aprile a giugno le precipitazioni a livello nazionale si sono fermate al 56% della media climatica di riferimento (1991-2020), il valore più basso dal 1901 assieme a quello del 1976. Anche includendo le piogge di luglio, il deficit da aprile resta paragonabile ai periodi di siccità storici del 1976, del 2003 e del 2018. Considerando invece il solo primo semestre dell'anno, il 2026 si colloca al quinto posto tra i più secchi di sempre, complice un febbraio insolitamente piovoso.
Per numerose stazioni, soprattutto in pianura, si tratta del semestre estivo più secco mai registrato dall'inizio delle misurazioni. Il deficit pluviometrico da aprile ha toccato un minimo storico in 168 stazioni, pari al 41% di quelle considerate; scendendo sotto gli 800 metri di quota, la percentuale sale al 50%. Alcune di queste stazioni raccolgono però dati solo dagli anni '70, per cui periodi di siccità più antichi - come il 1944, il 1947 o il 1949 - non entrano nel confronto.
Miglioramenti poco probabili nel breve termine
La siccità non dipende solo dalla quantità di pioggia caduta: l'indice utilizzato da MeteoSvizzera considera anche il livello delle acque e l'umidità del suolo, ricavati da un modello numerico, classificando la situazione in base allo scostamento dai valori tipici della stagione. Su vasta scala prevale attualmente una siccità definita "estrema", corrispondente a condizioni eccezionali per il periodo dell'anno; i recenti temporali potrebbero alleviarla solo in misura limitata e a livello regionale.
Le previsioni a lungo termine indicano che, fino a metà agosto, le precipitazioni resteranno inferiori alla media, e non si può escludere che l'intero mese risulti povero di piogge. Se dovesse confermarsi anche una nuova ondata di caldo a inizio agosto - come quella in arrivo in Ticino - la situazione di fiumi, laghi e foreste rischia di restare critica fino all'autunno. In ogni caso, indipendentemente dalle previsioni, il recupero a livello nazionale richiederà ancora diversi mesi.