Franco Denti illustra la filosofia: "La rete di medici di famiglia si propone di promuovere cure appropriate, di qualità e centrate sul paziente"

BELLINZONA – Il panorama sanitario del Cantone si arricchisce di un nuovo attore. Come riportato dal Corriere del Ticino, sotto la guida dell'Istituto di Medicina di Famiglia dell'Università della Svizzera italiana (USI-IMF), diretto dal professor Luca Gabutti, ha preso forma SMaRTi: un'organizzazione senza scopo di lucro pensata per differenziarsi dai modelli di managed care già diffusi sul territorio.
Alla nuova rete, di impostazione associativa, hanno dato il proprio appoggio anche diverse istituzioni e associazioni di diritto pubblico, tra cui OMCT e ATIMEF. Al momento del lancio, sempre secondo il quotidiano ticinese, il progetto conta già l'adesione di circa venti medici, su un bacino potenziale che supera i trecento professionisti tra medici di famiglia e pediatri.
A illustrare la filosofia alla base di SMaRTi è Franco Denti, advisor dell'Istituto di Medicina di Famiglia e presidente dell'Ordine dei medici: "La rete di medici di famiglia si propone di promuovere cure appropriate, di elevata qualità, centrate sul paziente, fondate sulla responsabilità condivisa tra medico e paziente nelle decisioni di cura". Secondo Denti, il progetto vuole offrire uno strumento stabile e condiviso, in continuità con i principi della campagna cantonale "Scegliete con cura", promossa dal Dipartimento della sanità e della socialità.
SMaRTi ambisce a essere una rete senza precedenti nel panorama svizzero, chiamata a rispondere a diverse criticità: la pressione crescente sui costi sanitari, la necessità di garantire il ricambio generazionale tra i medici di famiglia, la formazione delle nuove leve, la ricerca clinica e lo sviluppo digitale e organizzativo del settore. Denti precisa che le "risorse generate dalla rete verranno reinvestite integralmente in qualità, formazione, ricerca dell'USI-IMF, innovazione e servizi rivolti a pazienti e medici aderenti". La gestione resterà in capo all'Istituto di Medicina di Famiglia dell'USI, la cui natura universitaria viene presentata come garanzia di solidità scientifica. Il Corriere del Ticino segnala inoltre come non sia esclusa una futura collaborazione con l'Ente ospedaliero cantonale.
Uno dei punti più concreti del progetto riguarda il fronte assicurativo. Il quotidiano riferisce che SMaRTi punta a costruire, insieme agli assicuratori malattia, modelli innovativi capaci di unire un'assistenza di alto livello a una gestione più razionale delle risorse sanitarie, con l'obiettivo di riversare i benefici del sistema sui cittadini sotto forma di premi più bassi. Il traguardo dichiarato è un ribasso del 20% rispetto al modello tradizionale. "Anche l'idea che un'organizzazione più efficiente possa tradursi in premi di cassa malati più bassi è una sfida assolutamente da raccogliere", conclude Denti.