Il sindacato studentesco ricostruisce il proprio intervento nel 2024: "Il DECS venne informato grazie alla nostra lettera. Il sistema presenta lacune importanti"

LUGANO – Le segnalazioni sui presunti comportamenti abusivi dell’ex docente del CSIA si sarebbero fermate nell’ufficio della Direzione, senza essere trasmesse al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. È la pesante accusa formulata dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti, che torna sul caso sollevato oggi da un’inchiesta de laRegione. Il SISA ricostruisce il proprio coinvolgimento nella vicenda, spiegando di essere stato contattato nel giugno del 2024 da un gruppo di studenti. I giovani avrebbero denunciato “un ambiente scolastico deteriorato” e una gestione inadeguata delle segnalazioni riguardanti un docente accusato di comportamenti inappropriati e abusivi nei confronti di studentesse e studenti.
“Le segnalazioni non arrivavano al DECS”
Secondo il sindacato, le denunce “si arenavano nell’ufficio della Direzione senza venire trasmesse al DECS”, contrariamente a quanto previsto dalle direttive cantonali. A quel punto il SISA avrebbe redatto una propria lettera di segnalazione, permettendo al Dipartimento di venire a conoscenza della situazione e di avviare “tempestivamente” gli accertamenti disciplinari.
Successivamente sarebbe stato aperto un tavolo negoziale con il DECS. Un confronto che il sindacato definisce “aperto e ricettivo” e che avrebbe permesso di affrontare le criticità, ristabilendo progressivamente il benessere all’interno della sede e la fiducia del corpo studentesco e docente.
Il SISA afferma inoltre di aver accolto “con soddisfazione” la decisione del Dipartimento di porre fine al rapporto di lavoro con il docente coinvolto.
“Il sistema presenta lacune importanti”
Per il sindacato, tuttavia, il caso del CSIA non rappresenterebbe un episodio isolato, ma metterebbe in evidenza carenze strutturali nel sistema di segnalazione. “In più occasioni direttori e ispettori hanno omesso di trasmettere segnalazioni agli organi competenti”, sostiene il SISA, favorendo così il protrarsi di presunte situazioni di mobbing e abuso vissute da studenti e apprendisti. Da qui la richiesta di istituire con urgenza uno sportello indipendente al quale i giovani possano rivolgersi direttamente: “Le loro voci, in presenza di fatti particolarmente gravi, devono raggiungere l’autorità superiore senza rischiare di essere insabbiate”.
Il sindacato rivendica infine il lavoro svolto nella gestione della vicenda e auspica di proseguire il dialogo con il DECS, con l’obiettivo di “trovare le soluzioni migliori per gli studenti e per la scuola ticinese”.