La Confederazione rinuncia eccezionalmente al rimborso delle cure prestate a dodici vittime italiane del rogo: "È un gesto di riconoscenza per l’aiuto rapido e gratuito ricevuto durante l’emergenza"

BERNA – La Svizzera non presenterà il conto all’Italia. Le spese sostenute dagli ospedali elvetici per curare dodici vittime italiane dell’incendio di Crans-Montana, circa 1,5 milioni di franchi, resteranno a carico della Confederazione. La decisione è stata presa oggi, mercoledì 4 novembre, dal Consiglio federale. Si tratta di una deroga eccezionale alle normali procedure previste tra la Svizzera e i Paesi dell’Unione europea. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha già informato la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.
Dopo il rogo scoppiato nella notte di Capodanno al Constellation, dodici persone assicurate in Italia ricevettero le prime cure negli ospedali svizzeri, prima di essere trasferite oltre confine. Un ferito assicurato in Svizzera venne invece assistito in Italia. In base all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, ciascun Paese dovrebbe normalmente rimborsare le spese sostenute all’estero per i pazienti assicurati dal proprio sistema sanitario. Lo stesso accordo consente però agli Stati di derogare al meccanismo.
Roma aveva proposto una rinuncia reciproca: Italia e Svizzera avrebbero sostenuto direttamente i costi dei feriti curati sul proprio territorio. In attesa di una decisione, l’Istituzione comune LAMal aveva sospeso la richiesta di rimborso rivolta al Ministero italiano della Salute. Dopo mesi di discussioni, Berna ha deciso di chiudere definitivamente la partita rinunciando alla somma.
La vicenda aveva provocato forti polemiche quando alcune famiglie italiane avevano ricevuto copie delle fatture ospedaliere, con importi che arrivavano fino a 66’800 franchi. Le autorità vallesane avevano successivamente chiarito che quei costi non sarebbero ricaduti sui feriti o sui loro familiari. La questione riguardava esclusivamente i rapporti finanziari tra i sistemi sanitari dei due Paesi.
Nella propria decisione, il Consiglio federale richiama la portata della tragedia e le sue conseguenze, ma anche l’assistenza fornita dall’Italia nelle ore immediatamente successive all’incendio. Attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, l’Italia e altri Paesi avevano contribuito alla cura e al trasferimento dei feriti. Un sostegno che Berna definisce “rapido, senza burocrazia e gratuito”.
La rinuncia al rimborso viene quindi presentata come “un gesto di gratitudine” e una scelta fondata sul principio di reciprocità.
“Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle conseguenze delle gravi ferite subite”, si legge nella nota ufficiale.